Riordino delle province, De Marchis: “Grave la miopia della politica”

Per il consigliere e capogruppo del Pd in Comune pesa l'assenza della proposta della Regione: "Il Lazio ha affidato la battaglia politica alla giustizia amministrativa e costituzionale"

Giorgio De MArchis, consigliere e capogruppo del Pd in Comune

La miopia della politica impedisce di pensare ad un ‘nuovo’". Con queste parole il consigliere del Pd, Giorgio De Marchis, commenta la situazione vissuta da Latina nell’ambito del riordino delle province che rischi di vederla annessa a Frosinone.

“Domani sul tavolo del governo arriveranno le proposte di riordino delle province elaborate dai Consigli delle autonomie locali e dalle Regioni. Tra queste ci sarà un’assenza eccellente, mancherà la proposta della Regione Lazio – prosegue De Marchis -. Il Lazio è tra le poche regioni che non hanno elaborato alcun tipo di proposta e che hanno affidato la battaglia politica alla giustizia amministrativa e costituzionale”.

“Un errore politico e strategico senza precedenti – dichiara il capogruppo del Partito democratico Giorgio De Marchis - che dimostra la miopia preoccupante della classe politica regionale e provinciale che non hanno avuto il coraggio di confrontarsi sul riordino delle Province in modo aperto e innovativo. Hanno prevalso logiche di conservazione localistiche interpretate nella provincia di Latina dal Presidente Cusani che si è affidato al ricorso al Tar per conservare lo status quo, un'azione che di fatto impedisce qualsiasi ragionamento innovativo sul Lazio”.

Per De Marchis quella che Latina aveva in mano è stata “un’occasione persa, era la prima grande opportunità che le Province avevano di disegnare un "nuovo" Lazio integrando le province con la città metropolitana e non com'è stato fino ad ora con le periferie subalterne a Roma. Invece il destino istituzionale e territoriale del Lazio lo decideranno i tecnici del governo Monti, che sicuramente nella definizione della proposta di riordino non terranno conto delle esigenze di un territorio che non conoscono, ma si limiteranno all’accorpamento dell’esistente”.

“Una classe dirigente più aperta – conclude poi De Marchis - avrebbe disegnato un nuovo ruolo della città metropolitana romana, pensando oltretutto all’integrazione di territori, pensiamo ad Anzio, Nettuno e Velletri, con la nuova Provincia di Latina e Frosinone, e avrebbe pensato alle due Province del nord e del sud del Lazio in chiave di opportunità, sviluppo e di crescita anche per ridisegnare il sistema degli Ato e dei servizi pubblici che si basa sull'attuale assetto territoriale”.

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