Terracciano candida il Latina alla Serie C e rilancia: "Mi chiedono di lasciare, ma io resto"

Intervento del presidente nerazzurro a "Siamo Dilettanti". Per il ripescaggio stadio a posto e conti in regola. Confermati Di Napoli e Germano, le verità sull'esonero di Parlato

Telecamere

Mesi di silenzio e riflessioni, prima di parlare pubblicamente. Ha scelto il mezzo televisivo Antonio Terracciano, presidente del Latina Calcio 1932, ospite negli studi del programma di Lazio TV "Siamo Dilettanti". Occhi e orecchi della tifoseria pontina puntati addosso, risponde alle domande degli ospiti, consapevole di partire dai risultati negativi collezionati nella stagione appena conclusa. Anzi nelle prime di Serie  D.

Chiederete ripescaggio?

"Presenteremo la nostra domanda, in attesa dell'evolversi della situazione ancora ingarbugliata, compresa la questione fondo perduto. La FIGC non transige più sugli impianti in deroga di molti stadio in Serie C, mentre non siamo in regola e con un pizzico di orgoglio dico di avere contribuito sostanzialmente al miglioramento del Francioni, struttura da 10 mila posti destinati a crescere se il Comune di Latina mette a posto alcune carte (riferimento alle curve ospiti ndr).

E sul piano economico?

"Saremmo pronti, perché costa più un campionato di Serie D a salire che la Serie C a salvarsi. Infatti se dovessimo avanzare di categoria, punteremmo a campionati di consolidamento, come è accaduto in questi due anni in Serie D, dove abbiamo fatto molta esperienza".

Previsti nuovi ingressi in società?

"Vengo contattato da imprenditori, che però chiedono di acquistare la maggioranza delle quote invitandomi ad andare via. Cosa che non è assolutamente nelle mie intenzioni, sarebbe troppo facile togliere il disturbo dando ragione a chi vuole questo. Ho investito molto nel Latina Calcio e mi sento in dovere nei confronti della città. Potrei lasciare soltanto dopo avere creato qualcosa destinato a durare".

Di Napoli confermato?

"Si. Manca l'ufficialità, ma ripartiremo da lui che si è dimostrato un'ottima persona ed un allenatore in grado di migliorare la squadra nel corso delle giornate, a prescindere dai risultati che non sono arrivati".

Germano?

"Confermato anche il direttore sportivo. Si è addossato tutte le responsabilità ammettendo di aver fallito. Ho apprezzato l'onesta intelletuale. Ora ha la possibilità di recuperare".

Cosa è successo con Parlato?

"Non mi sono capacitato del fatto che con un grande allenatore per la categoria non siamo riusciti a fare bene. Gli ho anche detto che poteva scegliere liberamente sulla sorte dei giocatori, tra panchina, in campo e tribuna, perché sono io a pagarli. Poi però la sitazione si è talmente compromessa, che è stato deciso di esonerarlo".

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