Incidente sul Nanga Parbat per Nardi: “Non so perché sono ancora vivo ma è così"

Secondo incidente in pochi giorni sull’8mila pakistano dopo quello accaduto ad Adam Bielecki. Protagonista questa volta l’alpinista di Sezze: “Sono schizzato via come un proiettile. Fortunatamente avevo fissato tre punti di sicurezza”

Le immagini dell'incidente (foto postate sulla pagina Facebook di Daniele Nardi)

Un secondo incidente in pochi giorni sul Nanga Parbat, un incidente che questa volta ha visto protagonista però Daniele Nardi. “Non so perché sono ancora vivo ma è così” ha scritto sulla sua pagina Facebook l’alpinista di Sezze che per la quarta volta sta tentando la scalata sull’8mila pakistano mai violato in inverno.

Qualche giorno fa Nardi aveva soccorso ed aiutato il suo compagno Adam Bielecki protagonista di un altro pauroso incidente.

“Purtroppo ieri sera - sabato - verso le 16.30, ora Pakistana (12.30 Italia), mentre salivo le corde a metà delle rocce Kinshofer ho avuto un incidente - ha raccontato Daniele Nardi con un post sulla sua pagina Facebook -. Ero a circa 70 o forse 100m dal campo 2 quindi ad una quota superiore ai 6000m. Stavo salendo un tratto di roccia leggermente strapiombante su vecchie corde fisse con uno zaino molto pesante e carico dei materiali necessari per le giornate successive e per allestire il campo.

Ahimè, l’ancoraggio sommitale ha ceduto e sono volato giu anche se le corde a cui ero assicurato erano discrete. Il volo è stato di circa 8/15 m, difficile per me dirlo con esattezza. Ero quasi all’uscita del tratto di roccia quando in un “battito di ciglia” mi sono ritrovato ad urtare contro il pendio ghiacciato sottostante a testa in giù”.

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Sono schizzato via come un proiettile - commenta l’alpinista pontino -. Fortunatamente avevo fissato tre punti di sicurezza dal mio imbraco alle varie corde fisse in loco. Una di queste corde è rimasta incastrata in un piolo di una vecchia scala e quest’ultima ha tenuto. La caduta è comparabile ad una caduta in ferrata dove i “fattori di caduta” sono veramente molto alti, per i non addetti ai lavori sono le cadute potenzialmente distruttive per le corde di sicurezza.

Non so perché sono ancora vivo ma è così”.

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Un incidente rischioso per Nardi. “Per fare un paragone, il volo di Adam dei giorni scorsi ha avuto un fattore di caduta di circa 1,3 o 1,5 pur avendo volato per 80m circa. Il mio ha raggiunto un fattore di circa 4 o 5, se non maggiore, pur volando per molto meno”.

Sul momento non ho avuto grossi dolori, era troppo alta a mio avviso l’adrenalina e la voglia di scendere. Sono sceso di notte ed è stata una discesa rocambolesca. Sono arrivato al campo base alle 23.00 circa. Ora sto bene a parte qualche dolore alla schiena ed alla spalla…speriamo che non peggiorino. A presto per nuovi dettagli nei prossimi giorni” conclude l’alpinista pontino. 

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