Alla ricerca di giovani campioni, Giannini si presenta: “Ho voglia di mettermi in gioco”

Presentato il nuovo responsabile del settore giovanile: "Sono partito proprio dai giovani con l'Atletico 2000 che ha lanciato Caprari. Passato? Non cerco rivincite, voglio dimostrare chi sono adesso e sarò domani"

Benedetto Mancini e Giuseppe Giannini

Tempo di presentazioni in casa Latina. Dopo Jordan c’è Giuseppe Giannini, il nuovo responsabile del settore giovanile nerazzurro. Un ruolo pesante e delicato, perché proprio il settore giovanile dovrà essere uno dei punti di forza del Latina che verrà. Il Latina dei giovani, il Latina che abbia in rosa giocatori autoctoni (“È inaccettabile che non ce ne siano”, ha dichiarato il presidente Mancini).

“È un ruolo che mi piace, mi stimola e mi trasmette rabbia. Ho tanta voglia di mettermi in gioco, l’ho sempre fatto e l’ho fatto già da ieri per il Latina”, le prime parole del ‘Principe’. “Sappiamo che c’è qualche problemino, ma sono stato rassicurato e c’è la massima volontà di mettermi a disposizione di tutti. Soltanto facendo squadra si possono ottenere cose importanti”.

Da qui a giugno si faranno le giuste valutazioni, poi partirà il progetto: “Il settore giovanile deve essere il serbatoio al quale l’allenatore della prima squadra va ad attingere”. Poi si parla del rapporto con le società limitrofe: “I ragazzi che dovranno indossare la maglia del Latina devono essere soltanto dell’hinterland. Sarà fondamentale avere un rapporto di collaborazione con tutte queste società, starà a noi riuscire a intavolare un certo rapporto di collaborazione con loro”.

Giannini già allenatore di diverse squadre, ma che, e ci tiene a precisarlo, parte dal settore giovanile: “Ho avuto una mia società che è l’Atletico 2000 dalla quale è uscito Caprari. Parto da lì, sono stato selezionatore delle Rappresentative e dopo ho iniziato a fare l’allenatore e ho vissuto tutto l’ambiente che circonda questa sfera. Bene o male un po’ di esperienza penso di averla accumulata, ma va ricordato che io parto dal settore giovanile. Il rapporto con i genitori e i ragazzi lo conosco, posso all’occorrenza essere adatto a discutere con un giocatore, un ragazzo o un genitore”.

L’obiettivo è ripetere gli ottimi risultati conseguiti lavorando con la Roma: “A settembre sono stato con la Roma in America, abbiamo fatto un lavoro straordinario e ho dimostrato a chi lavora a Trigoria di poter essere in grado di fare determinate cose. Cerco di metterci tutto quello che ho, l’ho fatto per un mese alla Roma e ora vorrei dimostrarlo nel settore giovanile del Latina. La serie B e la prima squadra sono discorsi che non mi competono assolutamente”.

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Non ha voglia di rivincite Giannini, per il quale il passato è tale, e non è il caso di rivangarlo, a prescindere dai risultati: “Voglio dimostrare chi sono adesso e sarò domani. È brutto rinfacciare il passato o buttarlo in pasto a chi è davanti. Vado tranquillamente allo stadio quando seguo la Roma, non cerco di mettermi in evidenza. Stare lì con gli amici mi gratifica, ma non devo dire che sono stato il capitano e ho fatto 400 partite in A. Conta il presente, quello che farò domattina, sabato, domenica e nei giorni a seguire”. Un lavoro nel quale si cercheranno i Caprari del futuro che andranno a rinforzare la rosa della prima squadra. Sui tempi dello sviluppo, però, non si sbottona: “Non c’è un tempo prestabilito. Ho fatto l’esempio di Caprari, che è stato con noi dalla Scuola Calcio perché palleggiava con me, Pruzzo, Bruno Conti e Chierico, aveva 6-7 anni e lo abbiamo cresciuto. È possibile pescare un 15enne adesso che sia pronto per la prima squadra. Non so dire in quanto tempo arriverà con certezza, ma è chiaro che la bravura è quella di poter carpire subito delle qualità che possano diventare un beneficio per la società”.

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