Latina accoglie Vivarini: "Lusingato dalla fiducia della società. Voglio una squadra propositiva"

Presentato il nuovo tecnico del Latina, che ha firmato un contratto annuale: "C'è da cambiare la mentalità. Giocheremo con il 4-2-3-1 e il 3-5-2"

Mister Vivarini

Umiltà, ma tanto entusiamo e idee chiare. Vincenzo Vivarini si presenta in casa Latina, senza timori reverenziali dell'esordiente, ma con la voglia e l'entusiasmo di affrontare una grande avventura. Entusiasmo e competenza, qualità che hanno conquistato Maietta e Aprile, determinando la fine di ogni trattativa con gli altri allenatori. 

"Sono lusingato per la fiducia concessami. Sono qui perché sorpresa dalla voglia che c'è di fare bene". Tanta gavetta e un po' di sfortuna per il tecnico abruzzese, che esordisce B all'età di cinquant'anni: "Giocare in B è un grande passaggio, era importante arrivarci. Sono ambizioso, e ho lavorato tanto per migliorarmi anno dopo anno. In B ci ero arrivato già con le mie forze (con il Teramo, ndr), ma ora ringrazio il Latina per la grande possibilità". 

TRATTATIVA - Una trattativa breve, nella quale le parti si sono confrontate e piaciute subito, sospendendo e i contatti tra la società e gli altri allenatori, ma anche quella tra l'ex tecnico del Teramo e il Lugano, alla ricerca del successore di Zeman. "Mi hanno pressato molto, sono anche stato loro ospite. Mi hanno cercato anche altre squadre di B (la Ternana su tutte, ndr), ma mi hanno colpito i dirigenti del Latina. Mi hanno dimostrato quanto mi volessero, e poi ho letto nelle loro parole una certa delusione per com'è andata l'ultima stagione, e una voglia di riprogrammare, attraverso un calcio propositivo": 

ESPERIENZA - Non ha paura Vivarini, per il quale la figura di neofita della B non lo impensierisce. D'altronde, Juric ha vinto il campionato da esordiente. Ma a pesare è l'esperienza maturata in panchina, anche se in altre categorie: "C'è bisogno di esperienza e tanta gavetta. Il mio è un percorso importante". 

BEL GIOCO - Ha le idee chiare il neo tecnico nerazzurro. La sua squadra dovrà essere propositiva, corta e organizzata. Come l'avrebbe voluta anche Gautieri, costretto però ad adeguarsi, essendo arrivato a campionato in corsa e con una squadra a rischio retrocessione. "Devo portare avanti un progetto tattico, c'è da cambiare la mentalità, il modo di approcciare alla gara, e di stare in campo". Sui moduli non si scompone, perché sono i giocatori a determinarli, ma poi annuncia: "I moduli sono importanti, ma solo per fissare determinati movimenti. Partiremo con una base che alterni il 4-2-3-1 al 3-5-2". Una squadra che cerchi di imporsi agli avversari e che proponga due attaccanti bravi a integrarsi e a lavorare d'insieme. Eppure non è l'attacco il reparto dove servono interventi più urgenti: "Bisogna alzare il tasso tecnico in difesa e a centrocampo. Non faccio nomi, quello spetta ai dirigenti. Ma mi piace giocare la palla, per questo serve gente capace sia dietro che in mezzo". 
Vivarini ha firmato un contratto annuale ("Sono abituato a guadagnarmi ciò che faccio", e sugli obiettivi precisa: "La società non mi ha chiesto nulla (ride, ndr), ma io voglio una squadra organizzatissima e in grado di sviluppare il gioco che ho in mente". 

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