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Gattili, colonie feline e oasi: differenze e caratteristiche delle strutture che ospitano i gatti

I gatti abbandonati possono essere accolti nei gattili, nelle colonie feline o nelle oasi, scopriamo quali sono le differenze fra le tre strutture

Il fenomeno dell’abbandono coinvolge sia i cani che i gatti mettendo in pericolo la loro sopravvivenza. Fortunatamente esistono dei centri in cui i quattro zampe vengono accolti e accuditi in attesa di essere successivamente adottati.

Se per i cani a prendersi cura di loro ci sono i volontari e lo staff dei canili, per i gatti esistono diverse tipologie di accoglienza come le oasi feline, i gattili e le colonie, ognuna con le sue caratteristiche e differenze.

Gattili

Partiamo con i gattili, strutture in cui i gatti vengono accolti e in cui è possibile adottare un felino. Sono regolamentati a livello regionale, ma non lo sono invece a livello nazionale, nonostante abbiano delle analogie con i canili.

I gattili hanno all’interno una struttura ben definita in base alla fase in cui si trovano i gatti che vengono accolti al loro interno. Prima di tutto c’è un reparto dedicato esclusivamente ai gatti appena trovati che devono rispettare un periodo di quarantena. A questo si aggiunge anche il reparto in cui i felini vengono svezzati o quello per i quattro zampe in attesa di essere adottati. I gattili hanno anche sezioni dedicate alla degenza di tutti quei gatti che hanno patologie infettive, altre per i mici in fase post operatoria o che soffrono di malattie non infettive.

Oltre agli spazi riservati esclusivamente ai gatti, all’interno di queste strutture è presente anche una zona ufficio per la gestione della struttura, una cucina e lavanderie per igienizzare coperte e lettiere.

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Colonia feline

A differenza dei gattili, i felini ospitati all’interno delle colonie feline vivono in libertà: le stesse colonie, inoltre, sono riconosciute sia dal Comune che dai Servizi Veterinari dell’ASL.

Lo staff è composto da volontari formati dalle amministrazioni pubbliche che si occupano di controllare gli ospiti delle colonie a livello sanitario e di somministrargli il cibo. I gatti presenti in questa struttura vengono sterilizzati per evitare nascite incontrollate.

In base alla Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo 281 del 1991, le colonie non possono essere rimosse se non in caso di comprovata emergenza: i gatti al loro interno, poi, non possono essere adottati perché è riconosciuto il loro diritto alla libertà. Oltre a questa legge, anche a livello regionale ci sono una serie di norme che proteggono le colonie e i loro ospiti.

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Oasi Felina

A metà tra i gattili e le colonie si posizionano le oasi feline. Queste ospitano tutti quei gatti che non possono essere accolti dalle colonie a causa di problemi fisici, ma non possono essere nemmeno adottati perché hanno un basso livello di socializzazione con gli uomini.

A livello nazionale le oasi non sono riconosciute e non esiste una normativa, mentre c’è una regolamentazione a livello locale che coinvolge le Regioni e i Comuni.

Le oasi feline come le colonie sono spazi aperti recintati con infrastrutture per dare riparo ai gatti e per assicurare la gestione quotidiana come la preparazione dei pranzi e la pulizia. Infatti a differenza delle colonie hanno a disposizione sia energia elettrica che acqua e come i gattili presentano delle aree pensate per le diverse necessità degli ospiti.

Articolo originale su Today.it

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