Acqua: class action contro Acea Ato 5: ad ottobre l’udienza per l’ammissibilità

A darne notizia il Comitato di volontariato No Acea: “La class action ha lo scopo di accertare le responsabilità del gestore ed ottenere le restituzioni di somme che riteniamo sborsate illegittimamente dagli utenti”

Ci sarà il prossimo 2 ottobre davanti al Tribunale di Roma la prima udienza per la valutazione dell’ammissibilità della Class Action contro Acea Ato 5, gestore dell’Ato 5 Lazio Meridionale - Frosinone. A darne notizia il Comitato di volontariato No Acea

“La class action ha lo scopo di accertare le responsabilità del gestore ed ottenere le restituzioni di somme che il Comitato No Acea ritiene sborsate illegittimamente dagli utenti - si legge in una nota -. Oltre ai conguagli per gli anni 2006-2011, per circa 75.000.000 di euro sborsati in tre anni (tra il 2014 e il 2017) da tutti gli utenti e sui quali si è formata una giurisprudenza abbastanza consolidata, il Comitato ritiene illegittimo il calcolo secondo il metodo del c.d. pro die che, oltre a vessare i cittadini, costretti sotto minaccia di sospensione della fornitura, a pagamenti iniqui, consente al gestore di trarre profitti non dovuti. Entrambe le domande si inquadrano poi in una situazione di totale mancanza di regolamentazione contrattuale tra gli utenti e il gestore che, ricordiamo, gestisce un bene pubblico essenziale in regime di monopolio. Pur essendo un’azione innovativa e complessa sotto il profilo oggettivo e soggettivo, confidiamo nell’accoglimento della domanda perché venga riconosciuta la lesione di un diritto costituzionalmente protetto”. 

Questa azione di classe riguarda 88 Comuni, in prevalenza del Frusinate, ma anche delle province di Latina, Caserta e Isernia e, delle circa 200.000 utenze, interesserà, in caso di ammissibilità, esclusivamente quelle domestiche. 

“Siamo partiti con 729 attori, oltre al Comitato promotore che chiede al Tribunale di Roma la tutela di interessi collettivi lesi dai comportamenti connotati da prassi commerciali scorrette del gestore. L’acqua è il bene pubblico per eccellenza e, come è stato detto egregiamente, è il ‘diritto dei diritti e lucrare con essa significa mercificare la vita’” concludono dal Comitato che ringrazia anche “gli avvocati Massimo Clemente, Patrizia Menanno, Raffaele Panaccione, Chiara Samperisi e Annamaria Zarrelli che, grazie anche all’esperienza maturata in altra class action contro il gestore dell’ATO4, hanno creduto nelle finalità del nostro Comitato e lo hanno supportato tecnicamente e con grande professionalità”. 

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