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Lunedì, 27 Maggio 2024
Attualità San Felice Circeo

Torna a “casa” l’anfora romana recuperata 60 anni fa nelle acque del Circeo

Il reperto rinvenuto nelle acque antistanti il promontorio è stato riconsegnato al Comune di San Felice

Torna a “casa”, nei luoghi in cui venne ritrovato oltre mezzo secolo un importante reperto archeologico che era stato ritrovato oltre mezzo secolo fa. Si tratta di un’anfora d’età romana del tipo Dressel 2, rinvenuta integra nelle acque antistanti il promontorio del Circeo circa sessant’anni fa. 

L’iniziativa è stata portata avanti dall’Associazione nazionale del Fante di Roma, cui il reperto era stato donato. Il rappresentante dell’associazione, Marco Pasquali, ha quindi proposto nei mesi scorsi di consegnare il manufatto, che era precedentemente esposto nella sede del Museo storico della Fanteria di Roma, al Comune di San Felice Circeo. Una volontà immediatamente sposata dall’amministrazione comunale e dal delegato del sindaco ai Beni Archeologici Angelo Guattari.

Così nella giornata di ieri, grazie alla fattiva collaborazione da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina che ha espresso parere favorevole, e con l’aiuto dell’associazione Pro Loco, le operazioni di riconsegna sono state portate a termine. 

“Ringraziamo l’Associazione nazionale del Fante di Roma, nella persona di Marco Pasquali, per questa importante iniziativa e un sentito ringraziamento va anche alla Soprintendenza, che ha acconsentito affinché l’anfora potesse tornare a San Felice Circeo, luogo in cui venne rinvenuta - hanno dichiarato il Sindaco, Monia Di Cosimo, e il delegato Angelo Guattari -. Si tratta di un reperto che avrà adeguata esposizione nel Museo dell’Archeologia Subacquea, al quale stiamo lavorando da tempo e che vedrà a breve la luce, impreziosito da ricostruzioni multimediali che consentiranno di ‘toccare con mano’ le testimonianze storiche che i nostri fondali hanno custodito per secoli o millenni. Un ulteriore ringraziamento – hanno concluso – all’associazione Pro Loco, presso i cui locali, nella Porta del Parco, il reperto si trova attualmente custodito ed esposto in attesa di trovare la definitiva collocazione nel Museo”. 

L’attività rientra in un progetto di più ampio respiro volto a promuovere e valorizzare l’enorme patrimonio storico-archeologico del paese e dei suoi mari, ricco di testimonianze che vanno dall’uomo di Neanderthal sino ai tempi più recenti. 

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