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Emergenza caldo, il piano sanitario della Regione per gli anziani. I consigli utili

E’ rivolto, infatti, alle persone dai 65 anni in su con l'obiettivo di garantire l'assistenza nelle giornate con le temperature più elevate. Il decalogo per fronteggiare le ondate di calore

E’ operativo dall'inizio del mese di luglio il piano sanitario della Regione Lazio per tutelare dalle ondate di calore la popolazione più a rischio. Il piano è rivolto, infatti, alle persone dai 65 anni in su con l'obiettivo di garantire l'assistenza nelle giornate con le temperature più elevate.

“La copertura assistenziale - viene spiegato sul sito Salute Lazio - è assicurata dai medici di medicina generale che hanno aderito al piano di sorveglianza per affrontare l'emergenza caldo; ciascun soggetto a rischio è inserito nel programma attraverso una scheda personale. In sei città del Lazio sono attivi specifici sistemi di allarme con l'obiettivo di modulare gli interventi: Roma, Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e Civitavecchia”.

I bollettini sulle ondate di calore, lo ricordiamo, sono pubblicati ogni giorno sul sito del Ministero della Salute a questo indirizzo www.salute.gov.it/caldo e sul sito del Dipartimento di epidemiologia del SSR - ASL Roma 1 - Lazio: www.deplazio.net e sulla APP Caldo e Salute.

“Il piano - aggiunge la Regione - prevede una sorveglianza attiva sulla popolazione target, sulla base dei quattro diversi livelli di rischio definiti dal Dipartimento di Epidemiologia. I medici di medicina generale possono includere i pazienti per tutto il periodo in cui il programma è attivo, privilegiando i pazienti con punteggio più elevato (livello 3 e 4). In base alle condizioni climatiche di rischio per la salute (livello 1, livello 2 e livello 3 del bollettino HHWWS), il Medico di Medicina Generale (MMG) potrà effettuare la sorveglianza del paziente tramite accesso domiciliare, osservando le misure di sicurezza relative al COVID-19,  oppure da remoto tramite una specifica piattaforma”.

I consiglio per combattere il caldo

Di seguito i 10 consigli del Ministero della Salute per fronteggiare le ondate di calore: 

1. Uscire di casa nelle ore meno calde della giornata - Evitare di uscire all'aria aperta nelle ore più calde, ossia dalle ore 11 alle 18. Nel caso in cui si debba uscire in questi orari è consigliabile indossare un cappello di colore chiaro, occhiali da sole e proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.
2. Abbigliamento leggere e adeguato - Sia in casa che all'aperto, indossare abiti leggeri, non aderenti, preferibilmente di fibre naturali per assorbire meglio il sudore e permettere la traspirazione della cute.
3. Rinfrescare l'ambiente domestico e di lavoro - Schermare le finestre esposte al sole utilizzando tapparelle, persiane, tende; chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte). Se si utilizza l'aria condizionata, ricordarsi che questo efficace strumento va utilizzato adottando alcune precauzioni per evitare conseguenze sulla salute e eccessivi consumi energetici. In particolare, si raccomanda di utilizzarli preferibilmente nelle giornate con condizioni climatiche a rischio; di regolare la temperatura tra i 24°C - 26°C; di coprirsi nel passaggio da un ambiente caldo ad uno più freddo; di provvedere alla loro manutenzione e alla pulizia regolare dei filtri; di evitare l'uso contemporaneo di elettrodomestici che producono calore e consumo di energia.
4. Ridurre la temperatura corporea - Fare bagni e docce con acqua tiepida, bagnarsi viso e braccia con acqua fresca e in casi di temperature molto elevate porre un panno bagnato sulla nuca.
5. Ridurre il livello di attività fisica - Nelle ore più calde della giornata evitare di praticare all'aperto attività fisica intensa o lavori pesanti.
6. Bere con regolarità ed alimentarsi in maniera corretta - Bere almeno 2 litri di acqua al giorno (salvo diversa indicazione del medico curante). Gli anziani devono bere anche se non ne sentono il bisogno. Evitare di bere alcolici e limitare l'assunzione di bevande gassate o troppo fredde. Mangiare preferibilmente cibi leggeri e con alto contenuto di acqua (frutta e verdura). Porre particolare attenzione alla conservazione degli alimenti ed evitare di lasciarli all'aperto per più di 2 ore.
7. Se si esce in macchina adottare alcune precauzioni - Se si entra in un"auto parcheggiata al sole, prima di salire aprire gli sportelli, poi iniziare il viaggio a finestrini aperti o utilizzare il sistema di climatizzazione. Prestare attenzione nel sistemare i bambini sui seggiolini di sicurezza, verificare che non siano surriscaldati. Quando si parcheggia la macchina non lasciare mai, nemmeno per pochi minuti, persone o animali nell’abitacolo.
8. Conservare correttamente i farmaci - Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci e conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta. Conservare in frigorifero i farmaci per i quali è prevista una temperatura di conservazione non superiore ai 25-30°C.
9. Quando arriva il gran caldo, le persone anziane con patologie croniche (cardiovascolari, respiratorie, neurologiche, diabete ecc) e le persone che assumono farmaci, devono osservare le seguenti precauzioni:
- consultare il medico per un eventuale aggiustamento della terapia o della frequenza dei controlli clinici e di laboratorio (ad esempio per i diabetici è consigliabile aumentare la frequenza dei controlli glicemici)
- segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante la terapia farmacologica
- non sospendere mai di propria iniziativa la terapia in corso.
Il caldo può aumentare il rischio di disidratazione e altri disturbi associati al caldo, specialmente nei bambini piccoli, nelle donne in gravidanza, nelle persone non autosufficienti e negli anziani e in persone anche giovani che svolgono lavori pesanti all’aperto.
10. Sorvegliare e prendersi cura delle persone a rischio - Nei periodi prolungati di caldo intenso prestare attenzione a familiari o vicini di casa anziani, specialmente se vivono da soli e, ove possibile, aiutarli a svolgere alcune piccole faccende, come fare la spesa, ritirare i farmaci in farmacia, ecc. Segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento, come persone che vivono in situazioni di grave indigenza o di pericolo per la salute (es. i senza tetto in condizioni di grave bisogno).

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