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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Coronavirus Aprilia: troppi contagi, obbligo di mascherine anche all’aperto. Arriva l’ordinanza

Il provvedimento, valido per almeno sette giorni, firmato dal sindaco dopo la riunione in Prefettura. In città 451 attuali positivi. Terra: “Un eventuale aggravamento dei dati potrebbe comportare nuove chiusure”

E’ stata pubblicata nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 15 novembre, l’ordinanza del sindaco Antonio Terra che dispone il ripristino dell’utilizzo delle mascherine anche all’aperto ad Aprilia. Un provvedimento che era ormai nell’aria dopo che negli ultimi giorni in città è stato registrato un importante aumento del numero dei contagi giornalieri da coronavirus che ha portato a 451 positivi allo stato attuale, con un incremento di 9 unità nelle ultime 24 ore.

Una situazione che lo stesso primo cittadino nei giorni scorsi aveva definito “critica” e che ancora nel fine settimana fino ad oggi è stata attentamente monitorata anche dalla Asl e dalla Regione Lazio. Questa mattina c’è stato poi un incontro con il prefetto di Latina Maurizio Falco, i vertici della Asl e i sindaci delle grandi città della provincia ed il l provvedimento del pomeriggio, con il sindaco Terra che ha firmato l’ordinanza anche in considerazione, si legge, della “richiesta avanzata dal Dipartimento di Prevenzione della Ausl di Latina” in relazione “all’attuale situazione epidemiologica della città di Aprilia,che nel periodo  17/10 -14/11 ha mostrato un aumento costante e sensibile di casi di infezione da Sars Cov - 2 nella popolazione residente che evidenzia una elevata circolazione virale”. 

L'ordinanza

Tra le misure previste dall’ordinanza c’è quello dell’utilizzo di mascherine anche all’aperto per un periodo non inferiore a 7 giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza e, comunque, fino ad un miglioramento dell’attuale situazione epidemiologica. Viene di sposto anche di evitare ogni forma di assembramento sul territorio, la sanificazione degli ambienti al chiuso dopo il loro utilizzo e l’adozione delle misure di prevenzione standard quali la disinfestazione delle mani. Resta l’obbligo, conclude il documento, “in caso di sintomi riconducibili ad infezione da Sars Cov –2, di isolarsi immediatamente e a contattare al più presto possibile il proprio medico curante e collaborare con i servizi di sanità pubblica per le valutazioni del caso e per le attività di tracciamento dei contatti”

Terra: "Un eventuale aggravamento potrebbe comportare nuove chiusure”

“I dati registrati negli ultimi giorni rappresentano per noi un campanello d’allarme – commenta il primo cittadino – la situazione non presenta ancora criticità così ampie da giustificare zone rosse o interventi drastici. Ma è chiaro che occorre la massima collaborazione da parte di tutti, perché l’epidemia non è finita e un eventuale aggravamento dei dati potrebbe comportare nuove chiusure, con un impatto drammatico sull’economia della città, proprio ora che ci avviciniamo al Natale.

Anche per questo, abbiamo concordato con il prefetto e i vertici della Asl, la reintroduzione dell’obbligo di mascherine all’aperto. Faccio appello a tutti i cittadini perché adottino la massima prudenza: molti nuovi casi di positività che stiamo registrando in queste settimane ci raccontano di focolai familiari, probabilmente dovuti ad un calo dell’attenzione. Dobbiamo invece mantenere alto il tasso di cautela, soprattutto nei contesti dove il contatto diretto è più facile: con i familiari, con gli amici, sul posto di lavoro. È solo grazie alla cooperazione di tutti che riusciremo a superare anche questa fase, insieme”.

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