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(immagine di archivio)

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Nuovo Dpcm, il 7 gennaio riaprono le scuole superiori. Didattica in presenza al 75%

Il presidente Conte: “Dobbiamo continuare a lavorare per garantire le condizioni di massima sicurezza al rientro dei nostri ragazzi. Ma se la curva è alta è tutto complicato”

Le scuole superiori riaprono dal 7 gennaio, anche nella provincia di Latina e nel Lazio. Questo quanto disposto con il nuovo Dpmc firmato ieri, 3 dicembre, dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e che contiene tutte le misure e le restrizioni per il periodo delle festività natalizie. Subito dopo l’Epifania, con la ripresa delle attività scolastiche, dunque, ricomincia anche la didattica in presenza nelle scuole superiori, ha spiegato nel corso della conferenza stampa ieri il premier. In ogni scuola, nella prima fase rientrerà almeno il 75% degli studenti.

"Dobbiamo continuare a lavorare per garantire le condizioni di massima sicurezza dei nostri ragazzi a scuola - ha detto il presidnete Conte nel corso della conferenza - Dobbiamo lavorare a livello territoriale, nel Dpcm troverete dei tavoli istituiti presso le prefetture con tutte la autorità delle scuole e dei trasporti. Sta a loro trovare delle formule per una misura realmente efficace che garantisca tutti. Ci lavoreremo in modo che il 7 gennaio potremo tornare molto più efficacemente con la didattica in presenza per tutti", ma, ha anche sottolineato Conte, "se la curva dei contagi è alta è tutto complicato”.

“L’attività didattica ed educativa per i servizi educativi per l’infanzia, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione continua a svolgersi integralmente in presenza - si legge ne Dpcm -. È obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età  inferiore ai sei anni e per i  oggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina”. Per quanto riguarda invece le università, “le attività formative e curricolari si svolgono a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio ovvero rivolte a classi con ridotto numero di studenti, quelle dei laboratori, nonché le altre attività curriculari, anche non relative agli insegnamenti del primo anno, quali esami, prove e sedute di laurea”.

Il nuovo Dpcm e la scuola

Prefetti impegnati in prima linea, dunque, in vista del rientro a scuola anche degli studenti degli istituti superiori e dei licei. "Presso ciascuna Prefettura-UTG e nell'ambito della Conferenza provinciale permanente”, si legge nel testo del Dpcm, è "istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, per la definizione del più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, in funzione della disponibilità di mezzi di trasporto a tal fine utilizzabili, volto ad agevolare la frequenza scolastica anche in considerazione del carico derivante dal rientro in classe di tutti gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado".

Ai tavoli partecipano "il presidente della Provincia o il sindaco della Città metropolitana, gli altri sindaci eventualmente interessati, i dirigenti degli ambiti territoriali del Ministero dell'Istruzione, i rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, nonché delle aziende di trasporto pubblico locale. All'esito dei lavori del tavolo, il prefetto redige un documento operativo sulla base del quale le amministrazioni coinvolte nel coordinamento adottano tutte le misure di rispettiva competenza. Nel caso in cui tali misure non siano assunte nel termine indicato nel suddetto documento, il prefetto" ne "dà comunicazione al presidente della Regione, che adotta" una "o più ordinanze, con efficacia limitata al pertinente ambito provinciale, volte a garantire l'applicazione, per i settori della scuola e dei trasporti pubblici locali, urbani ed extraurbani, delle misure organizzative strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità di cui alla presente lettera", ovvero a garantire il ritorno degli studenti nelle aule scolastiche.

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