Sabato, 15 Maggio 2021
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Coronavirus, allarme nella comunità indiana: screening a tappeto nelle aziende. Nuovo vertice in prefettura

La direttrice della Asl Cavalli: "Le condizioni di sovraffollamento abitativo acutizzano la diffusione del virus. Blocco dei voli e quarantena garantiscono sicurezza"

E' ancora pieno allarme in provincia per i contagi da coronavirus che si diffondono all'interno della comunità indiana di braccianti agricoli impiegati nelle aziende della provincia. Sono oltre 260 i cittadini indiani positivi sul territorio, a cui si aggiungono più di 30 minori. L'intera comunità è da alcune settimane sotto osservazione, con  screening a tappeto e controlli per verificare il rispetto delle quarantene. 

A spiegare la situazione all'Adnkronos Salute è la stata la direttrice generale della Asl pontina Silvia Cavalli: "Ci sono stati diversi casi di contagio nella comunità che stiamo seguendo, abbiamo promosso test nelle aziende agricole e c'è una collaborazione, con un tavolo di lavoro, con il prefetto e i vari comuni coinvolti". "La popolazione Sikh - aggiunge - ha aspetti peculiari di sovraffollamento abitativo che acutizzano la diffusione del virus e stiamo lavorando per intervenire con una gestione attiva grazie al dipartimento di Prevenzione attiva della nostra azienda". Proprio in questi giorni il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che vieta l'ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India. I residenti in Italia potranno rientrare con tampone in partenza e all’arrivo e con obbligo di quarantena. "Chiunque sia stato in India negli ultimi 14 giorni e si trovi già nel nostro Paese - ha specificato il ministro - è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione". Proprio sui cittadini indiani già arrivati sul territorio pontino si concentra ora la massima attenzione dell'azienda sanitaria e delle forze dell'ordine, con l'obiettivo di rintracciarli e imporre loro l'isolamento per il tempo necessario. Ma si tratta di un'operazione ormai molto complessa e comunque difficile da attuare dal momento che in provincia, al momento, non ci sono alberghi covid e strutture disponibili per queste esigenze.

Oggi intanto, 26 aprile, il caso è stato nuovamente discusso in prefettura con i vertici della Asl. Tra le misure di contenimento di cui si parla da alcuni giorni, c'è quella di elaborare brochure informative in lingue, distribuire in modo massivo dispositivi di protezione personale, effettuare maggiori controlli nelle aziende e nei luoghi di residenza dei braccianti e immaginare, quando sarà aperta la possibilità per tutti di effettuare vaccinazioni in azienda, di avviare anche nelle aziende agricole una campagna vaccinale.

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