Coronavirus, il bilancio dell'emergenza: buoni spesa, controlli, volontariato. Latina fa squadra

Oltre 4500 domande di buoni spesa, quasi 9mila utenti beneficiari, migliaia di nuove persone in carico ai servizi sociali. Eppure il Comune ce l'ha fatta. Il punto del sindaco, vicesindaco e assessore al Wealfare

La situazione torna lentamente alla normalità in tutta la provincia e anche nel capoluogo ed è il momento per il Comune di Latina di tracciare un bilancio importante di quello che è stato fatto nei lunghi mesi di emergenza, con un avvertimento, dato dal sindaco Coletta in apertura del suo intervento: ""Si rischia sempre una riacutizzazione. Occorre essere consapevoli che basta una sola persona potenzialmente contagiosa, in una situazione in cui non si rispettano le misure di sicurezza, per tornare indietro".

Servizi sociali: buoni spesa per quasi 9mila cittadini

Un dato su tutti, quello dell'emergenza sociale che insegue quella sanitaria: famiglie rimaste senza lavoro e senza liquidità, famiglie che hanno fatto ricorso ai servizi sociali per la prima volta nella loro vita. Sono state complessivamente 4530 le domande da parte di altrettanti nuclei familiari per i buoni spesa arrivate al Comune di Latina, a cui l'amministrazione ha fatto fronte grazie all'erogazione di 1.100.000 euro circa arrivati da Protezione civile e Regione Lazio (rispettivamente per 777mila euro e 500mila), con una celerità senza precedenti e pubblicando l'avviso alla cittadinanza tre giorni dopo lo stanziamento dei fondi. L'avviso si è chiuso il 24 maggio e i beneficiari totali sono stati poco meno di 9mila, per la precisione 8814. Di questi, 6267 adulti e 2547 minori. I buoni spesa sono andati per il 90% circa a residenti del capoluogo, per il 9,22% a persone domiciliate a Latina. Nel 16,13% dei casi si trattava di nuclei già seguiti dai servizi sociali, per la restante grossa parte, pari una percentuale di 83,87% si trattava di persone non in carico ai servizi che ora però continueranno ad essere seguite e monitorate. Nell’attesa dell’erogazione dei buoni spesa, nelle situazioni più critiche, il Comune è intervenuto con la distribuzione di 1.406 pacchi alimentari con beni di prima necessità, che sono andati a 243 persone singole, 1078 nuclei familiari e 85 famiglie monoparentali. In totale sono state raggiunte dai pacchi alimentari 3887 persone, di cui 1123 minorenni. “Tutto quello che abbiamo fatto – ha spiegato l’assessore al Welfare Patrizia Ciccarelli – è un’infrastruttura che resta e che ci consente ora di agire molto più rapidamente anche solo attraverso procedure informatizzate. Sono state necessarie 8mila ore di lavoro e almeno 40 persone che sono state dedicate a questo incarico. Abbiamo così garantito la massima celerità nell’avvio delle procedure per l’impiego delle risorse messe a disposizione. Siamo stati fra i pochissimi comuni nel Lazio e in Italia a non aver chiuso i dormitori, aumentandone la durata nel tempo durante il lockdown ed estendendo l’orario di apertura da 13 a 16 ore giornaliere. Un’operazione resa possibile dal triage di controllo all’ingresso e dalla disponibilità di una terza struttura di supporto in caso di sospetti o positivi al covid”.

Sicurezza e protezione civile: polizia locale e volontari in prima linea

I numeri: 4862 controlli sulle persone operati solo dalle pattuglie di polizia locale di Latina, 2030 controlli sugli esercizi commerciali del capoluogo. Un superlavoro per gli agenti, guidati dal comandante Francesco Passaretti, condotto quotidianamente durante i mesi di lockdown e in un contesto di emergenza complesso. Un aspetto importante sul fronte della sicurezza e della gestione emergenziale è stato dato dall’opera di riorganizzazione del Coc, il Centro operativo comunale, adeguatamente rimodulato su diversi ambiti di intervento: dai dispositivi di sicurezza alla gestione di volontari di protezione civile. “Gli agenti della nostra polizia locale – spiega il vicesindaco Maria Paola Briganti, con delega alla polizia locale e alla protezione civile - hanno risposto in presenza fisica per tutta la durata della prima difficilissima fase, con coraggio, abnegazione e senso del dovere. Spesso al loro fianco le associazioni della protezione civile comunale, che hanno riconvertito la loro esperienza di volontariato in forme originali di sostegno alla popolazione. Non possiamo dimenticare tutto il mondo che abbiamo scoperto e che si è scoperto nella solidarietà fattiva e nella partecipazione spontanea con il quale la nostra città ha misurato la generosità di risorse, economiche e non, della nostra città: referenti di quartiere, associazioni che hanno riconvertito i loro interessi e le loro risorse, imprenditori piccoli e grandi che hanno messo a disposizione le loro aziende, professionisti le loro capacità, privati cittadini il loro tempo e spesso la loro utilissima fantasia”.

Il sindaco Coletta: “Abbiamo fatto squadra in un momento difficilissimo”

“Abbiamo dimostrato di saper essere squadra - dice il sindaco Damiano Coletta - e di aver saputo affrontare insieme il periodo più difficile per il Paese e per la città dal dopoguerra. Ricorderemo a lungo quello che siamo riusciti a fare, tutti insieme durante la Fase 1: oltre ai sacrifici, che sono stati tantissimi, credo sia giusto sottolineare la disponibilità e la generosità che sono stati il piacevole leitmotiv delle nostre giornate. E sono davvero orgoglioso di come tutta l’amministrazione abbia saputo rispondere prontamente, è un onore poter rappresentare questa comunità, che ringrazio sempre per la sensibilità e la responsabilità dimostrata”.

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