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Coronavirus, a settembre oltre un terzo dei contagi di tutta la pandemia. Il punto in Prefettura

I numeri del mese appena trascorso: 447 casi in 30 giorni sul territorio pontino. Aumentano i comuni più a rischio. Oggi, 1° ottobre, vertice in Prefettura con la Asl

Il punto della situazione sull’emergenza covid in prefettura. Oggi, 1° ottobre, è la volta di una nuova riunione con la Asl e il prefetto per discutere della diffusione del contagio in provincia alla luce dei nuovi dati dell’ultimo mese. Settembre si è chiuso infatti con 447 contagi in più rispetto ad agosto, praticamente in un solo mese oltre un terzo del totale dei casi registrati da inizio pandemia che ammonta a 1.223. Sempre raffrontando i dati, al 31 agosto si contavano in provincia di Latina 196 attuali positivi, mentre al 30 settembre erano saliti a 533. Un aumento che riguardato inevitabilmente anche i pazienti ricoverati: erano 37 alla fine di agosto e sono saliti di 40 unità nel mese successivo fino a raggiungere quota 77.

Numeri da brivido che hanno di fatto saturato di nuovo il reparto Malattie Infettive dell’ospedale Goretti e disposto ricoveri e trasferimenti nella Capitale, mentre l’ospedale di Latina riorganizza i reparti covid.

Con questi dati alla mano, si discuterà oggi in Prefettura della situazione generale dell’epidemia sul territorio, puntando l’attenzione sui comuni “sorvegliati speciali”, che sono oggi più numerosi rispetto a qualche settimana fa. Le situazioni più critiche si registrano infatti a Latina, che ha registrato una crescita costante di casi negli ultimi due mesi; a Formia dove si è allargato il focolaio legato all’imprenditore ittico e ad Aprilia, dove il covid è arrivato anche in quattro scuole della città. Ma fra i comuni “attenzionati” ci sono ora anche Sezze, Sabaudia e Cisterna.

In Prefettura si discuterà su quali misure approntare per contenere i contagi, dopo le ordinanze già disposte da molte amministrazioni locali che impongono l’uso della mascherina anche di giorno e all’aperto. Il rischio è quello delle “zone rosse” e per scongiurarlo sarà probabilmente necessario adottare maggiori controlli.

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