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Coronavirus, Lazio in bilico tra la zona gialla e quella arancione. Il punto della situazione

Si attende l’ordinanza del ministro Speranza per un eventuale passaggio di colore dall’8 marzo. Nel Lazio contagi in aumento e l'indice Rt potrebbe tornare sopra l'1. Nelle ultime 2 settimane incidenza di 235 casi positivi per 100.000 abitanti

Lazio ancora in bilico fra zona gialla e zona arancione. E’ atteso per domani, venerdì 5 marzo, il monitoraggio a cura dell'Istituto Superiore di Sanità a cui poi farà seguito l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che stabilirà la nuova divisione in fasce del Paese sulla base della diffusione del coronavirus. Come era già accaduto nelle scorse settimane, l’attenzione resta alta anche nel Lazio considerata una delle regioni che potrebbero conoscere dal prossimo lunedì 8 marzo, giorno in cui entrerà in vigore il nuovo provvedimento del ministro Speranza, un cambio di colore a cui corrisponde un inasprimento delle misure restrittive.

Coronavirus Lazio: “Curva in ascesa”

Sul fronte contagi i dati dell’ultima settimana raccontano di un aumento dei casi in tutto il territorio regionale - che trova corrispondenza anche nel territorio della provincia di Latina -. “La curva dei casi è in ascesa, mantenere rigore nei comportamenti” ha detto l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. Non si esclude, dunque, una risalita dell'indice Rt che, secondo le proiezioni, potrebbe nuovamente tornare sopra la soglia di sicurezza fissata a 1, tra i parametri che potrebbero determinare il passaggio in zona arancione. In crescita nel Lazio anche il tasso di incidenza, un fattore dovuto probabilmente alla diffusione delle varianti inglese (alcuni casi riscobntrati in queste ore ad Aprilia) e brasiliana, con quest'ultima che, spiega questa mattina RomaToday, si sta lentamente diffondendo anche a Roma che un terzo dei nuovi casi rispetto a quelli del resto della regione.

Coronavirus Lazio: la pressione sugli ospedali

Altri dati utili che possono chiarire il quadro sono quelli forniti dall'Agenas, in merito all'occupazione dei posti letto nei plessi ospedalieri, e quelli della Fondazione Gimbe sul tasso di incidenza. Stando allo studio di quest'ultima, nelle ultime 2 settimane si rileva nel Lazio un'incidenza di 235 casi positivi per 100.000 abitanti. Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nei reparti ordinari del Lazio non hanno subito grandi variazioni: secondo i dati di Agenas la regione è ancora nella fascia non a rischio dettata dal Ministero della Salute con le terapie intensive occupate che sono ancora al 25% ( e dunque sotto al soglia del 30%) e con il dato per le aree non critiche che si attesta al 28% (quindi sotto la soglia limite del 40%).

Nel resto del Paese

Al momento, in base all’ordinanza del ministro Speranza del 27 febbraio è questa è la situazione in Italia
- area bianca: Sardegna;
- area gialla: Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto;   
- area arancione: Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, provincia autonoma di Bolzano, provincia autonoma di Trento, Umbria;
- area rossa: Basilicata, Molise.

In zona rossa dall'8 marzo potrebbero finire l'Emilia-Romagna, la Campania e l'Abruzzo. A rischio zona arancione ci sono invece Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, mentre la Puglia, come il Lazio, è al limite dei parametri che fanno scattare le aree a maggiori restrizioni. Un caso a parte è la Lombardia, dove la percentuale di positivi sui tamponi è schizzata dal 5% delle scorse settimane a picchi di 9 o 10 degli ultimi giorni, mentre i ricoveri continuano a salire, con il dato delle terapie intensive che nelle ultime 24 ore ha fatto segnare un preoccupante +35. 
 

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