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Coronavirus Lazio, D’Amato: “La corsa è lunga. Restrizioni necessarie fino a primavera”

L’assessore regionale alla Sanità fa il punto sulla situazione attuale: “Il virus circola e l'Rt non è sotto controllo. Le misure adottate sono e saranno sempre proporzionate alla situazione dell'epidemia"

“Occorre mantenere il rigore per continuare ad abbassare la curva”: questo il monito ripetuto quotidianamente dall’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. Un appello che si fa ancora più forte anche in vista delle festività natalizie e nonostante la curva del contagio da coronavirus sia in fase discendente nel Lazio. I casi da giorni sono sotto la soglia dei 2mila, ma la “corsa è ancora lunga” come ha spiegato lo stesso D’Amato in un intervista al quotidiano Il Messaggero.

Ed è lo stesso assessore regionale, rispondendo ad una domanda su quanto potrebbero durare le restrizioni come ad esempio il coprifuoco alle 22 e la chiusura di bar e ristoranrti alle 18, a spiegare che le misure di oggi potrebbero durare fino a primavera. "Naturalmente ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati - ha detto -. Una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionate alla situazione dell'epidemia. Nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, han sofferto di meno. Ora bisogna proseguire".

"Bisognerà correre ancora 3 mesi almeno” ha aggiunto D’Amato. Questo perché “il virus circola, l'Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà tempo".

Per quanto riguarda la riapertura delle scuole dal 7 gennaio, l'assessore ha chiarito: "In classe bisogna portare la mascherina, sempre, anche al banco, basta demagogie. Lo abbiamo detto all'ufficio scolastico regionale che dipende dal Ministero".

Dopo le polemiche che hanno suscitato le parole dell'assessore D'Amato, chiarimenti sono arrivtai da parte della Regione con un comunicato firmato dal vicepresidente Daniele Leodori. "La Regione Lazio non ha previsto nessuna chiusura dei locali fino a marzo. Stiamo monitorando costantemente i risultati della curva dei contagi a seguito dell'ultimo Dpcm del Governo in vigore fino al 15 gennaio 2021 che speriamo siano confortanti" si legge nella nota stampa. "Solo allora decideremo come intervenire, e non certo autonomamente, ma in sintonia con le altre Regioni e con il Governo come abbiamo sempre fatto. Sicuramente lavoreremo per scongiurare misure ancora più restrittive per i cittadini della nostra Regione già notevolmente messi a dura prova".

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