Sabato, 15 Maggio 2021
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Indice Rt di Latina e del Lazio, D'Amato: "I dati confermerebbero la zona gialla"

Lo ha precisato l'assessore regionale Alessio D'Amato precisando che il valore Rt è 0.95. Attenzione puntata però sui focolai e sulla diffusione delle varianti

"Dai dati in nostro possesso del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità il Lazio dovrebbe rimanere in zona ‘gialla’ con un valore Rt a 0.95, una riduzione del numero dei nuovi focolai, una riduzione del tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva e di quelli in area medica entrambi al di sotto delle soglie di allerta". Sono le parole dell'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato in merito alla decisione sul cambio di colore della regione che arriverà domani, 19 febbraio. "Vi è una riduzione dell’incidenza per 100mila abitanti - ha aggiunto D'Amato - Come sempre diciamo, i colori non sono un concorso a premi, ma il frutto del rispetto da parte dei cittadini delle regole di prevenzione. La zona gialla non è mai un disco verde o un tana libera tutti, anzi aumenta la responsabilità e il rigore. Ovviamente attenderemo le valutazioni finali dell’ISS e del Ministero della Salute".

Il presidente della Regione Nicola Zingaretti nei giorni scorsi ha però spiegato che "ci sono dati preoccupanti, non bisogna nasconderlo, soprattutto per quanto riguarda le varianti. Abbiamo preso dei provvedimenti riguardo un comune della provincia di Latina (Roccagorga, che da lunedì 15 febbraio si trova in zona rossa). Ciò che funziona è il monitoraggio, quindi insieme alla soddisfazione che dobbiamo avere per il proseguo della campagna vaccinale, dobbiamo ricordare a tutte e a tutti che non è finita".

"Il virus - ha aggiunto Zingaretti - come la scienza ci ha sempre detto, può variare e sta variando molto rapidamente. Insieme alla campagna vaccinale e alla campagna dei tamponi, quello che farà la differenza è il comportamento individuale delle persone. Bisogna tenere alta l'attenzione". 

L'indice Rt

L'attenzione è puntata dunque sull'indice Rt, che misura la trasmissibilità del virus. Nell'ultimo monitoraggio pubblicato una settimana fa nel Lazio era attestato a 0.96 con intervalli tra 0.93 e 0.99, di pochissimo quindi sotto la soglia di guardia. Sopra quota 1 infatti l'epidemia si può considerare in una fase espansiva. Se la regione dovesse superare quella soglia potrebbe quindi finire in zona arancione,ma al momento questo rischio sembra scampato per il Lazio. Gli altri dati illustrano però un quadro in chiaroscuro: mercoledì si sono registrati 871 casi, 349 a Roma e 319 nelle province. Ma da un'analisi si nota un aumento del numero delle vittime: 55 decessi rispetto ai 32 del bollettino precedente, con il Lazio secondo solo al Veneto. Al momento i presidi del Lazio sono sotto la soglia d'allerta per i ricoveri, ma con il triste primato nazionale del maggior numero di ingressi in un giorno in terapia intensiva (14). Calano però i degenti (da 253 a 239) e diminuiscono anche i ricoveri ordinari, mentre il tasso di positività generale è sotto al 3,6%. La Regione sta lavorando con Asl ed aziende ospedaliere un nuovo scenario di rimodulazione dei posti letto per allargare di più la rete covid. 

La zona rossa di Roccagorga

Nel Lazio intanto c'è anche l'allarme che deriva dai nuovi focola, in particolare quello relativo al comune di Roccagorga, dove, secondo le analisi dello Spallanzani, è stata esclusa la variante inglese ma rilevata comunque una mutazione genetica del virus. La Regione Lazio ha disposto così misure restrittive severe a causa di due cluster e l'ordinanza firmata sarà valida dal 15 febbraio e per i 14 giorni successivi. 

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