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Il punto della situazione

Coronavirus: oltre 23mila casi a marzo in provincia. Ma calano i decessi, ricoveri dimezzati

Omicron, che si conferma più contagiosa ma meno virulenta, ha spinto la risalita dei casi nel mese appena concluso. Le vittime sono state 30 e 59 le persone positive che hanno avuto bisogno di ospedalizzazione

A marzo la curva dei contagi da coronavirus, su base mensile, ha fatto conoscere una leggera ripresa rispetto a febbraio, a cui ha fatto però da contraltare un importante riduzione del numero dei decessi come di quello dei ricoveri. Questa la situazione che restituisce il mese che ci siamo lasciati alle spalle e con cui finisce anche lo stato di emergenza, dopo oltre due anni.

Facendo parlare i numeri, i casi che sono stati accertati a marzo in tutto il territorio pontino sono stati 23.641, con una media di oltre 726 ogni giorni, mentre a febbraio erano stati poco meno di 20mila (19.855), con una media di 709 ogni 24 ore. Ma il dato di marzo risulta di molto inferiore rispetto a quello che ha contraddistinto il mese più nero da inizio pandemia anche nella provincia di Latina, quello di gennaio quando le positività registrate erano state più di 36mila, con una media di circa 1.200 ogni giorno. Sulla ripresa della curva pesa inevitabilmente la diffusione della variante Omicron 2 che, come ha ricordato anche la direttrice generale della Asl di Latina Silvia Cavalli nei giorni scorsi, è sicuramente molto più contagiosa anche se non particolarmente virulenta; elemento però che non deve assolutamente indurre ad abbassare la guardia.

Ma come detto, va sottolineato che alla ripresa dei contagi non è corrisposto l’aumento di decessi, anche se il prezzo pagato in termini di vite umane è ancora troppo alto, anche nella provincia di Latina. Sono state infatte 30 le persone che, purtroppo, risultate positive al Covid-19 non ce l’hanno fatta. Ma vale la pena ricordare che a febbraio i decessi erano stati 52 e a gennaio 54.

Discorso analogo vale anche per il numero dei ricoveri effettuati: a marzo sono stati 59, più che dimezzati rispetto ai 138 di febbraio e ancora più in calo rispetto ai 182 di gennaio.

Nel marzo dello scorso anno i contagi erano stati decisamente di meno, quasi 4.400; ma vale la pena ricordare che le misure e le regole in vigore erano molto più stringenti; i decessi però erano stati molti di più (anche in rapporto proprio al numero dei casi registrati), ben 50. Da oggi, con la fine dello stato di emergenza, si entra dunque in una nuova fase di covivenza con il coronavirus che punta ad un progressivo ritorno alla normalità, anche se non va abbassato il livello di attenzione, perchè la pandemia non è finita. 

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