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Lazio in zona gialla e riapertura delle scuole, la Gilda: "Mossa azzardata, nessun cambio di rotta"

Il sindacato interviene sulla ripresa della didattica in presenza fino al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e chiede più investimenti sugli organici, sui trasporti e il tracciamento

Nel nuovo Decreto Riaperture, con l'introduzione della zona gialla in cui anche il Lazio sarà collocato, l'attività didattica in presenza dovrà essere garantita dal 70 fino al 100%. Ma i dati non indicano un miglioramento così netto e importante della curva e in provincia di Latina in particolare i casi di contagio nelle scuole stanno aumentando, così come le classi in quarantena (qui i dati aggiornati al 20 aprile). La situazione è stata puntualizzata dalla coordinatrice della Gilda Unams Patrizia Giovannini, nel corso di una riunione che si è tenuta questa mattina tra la Regione Lazio e le parti sociali.

"Nulla è stato fatto - spiega - per mettere in sicurezza, soprattutto dalle varianti, il primo ciclo di studi già in presenza al 100%. Tanto che si sta registrando un incremento dei casi dall’infanzia alle scuole medie. Figuriamoci cosa potrà accadere ora che si tornerà gradualmente in classe fino al 100% anche nelle scuole secondarie di II grado".La Gilda Insegnanti di Latina ritiene impossibile prevenire i contagi con un servizio di trasporto rimasto carente, un servizio cui si rivolge principalmente la popolazione scolastica degli istituti superiori. "Nel corso della riunione - spiega la Giovannini - è stato indicato di dare priorità per il rientro alle classi quinte e di mantenere il doppio turno d’ingresso 8-10 lasciando alle 8 il 50% degli accessi e l’ulteriore percentuale tra il 70 e il 100 alle ore 10. Queste indicazioni comporteranno inevitabilmente una riorganizzazione degli orari scolastici e dei trasporti di cui ad oggi non abbiamo ancora contezza".

Il sindacato mantiene ferme la perplessità e la preoccupazione già espresse riguardo ad interventi che non sono mai stati messi in campo e a una decisione non supportata dalle condizioni reali: "Mancano dispositivi di protezione adeguati quali mascherine Ffp2: come segnalato da docenti e dirigenti nelle scuole vengono utilizzate ancora le chirurgiche, per di più di scarsissima qualità. Mancano i presidi sanitari, spazi e distanziamento consoni, ancora si ricorre alla didattica integrata e lo si continuerà a fare a seguito delle quarantene che prevediamo saranno sempre più frequenti. Al tavolo regionale è stato chiesto di lasciare ai presidi almeno la possibilità di derogare tra il 50 e il 70% di presenze, in base alle singole realtà scolastiche. Ancora siamo in attesa di una risposta. Ci auguriamo - conclude la coordinatrice della Gilda - che si decida di mantenere la percentuale di ingresso tra il 50 e il  70%, non oltre, e che si ritorni a discutere seriamente di come ripartire a settembre in reale sicurezza, prevedendo investimenti su strutture, trasporti, tracciamento, digitale e soprattutto sugli organici. Bisognerebbe farlo già adesso".

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