Coronavirus, il punto della situazione con il direttore della Asl Casati: "Molti non rispettano le regole"

In una diretta Facebook con il sindaco Coletta si sono analizzati i nuovi contagi e il picco dei 35 casi registrati il 9 settembre. Il punto anche sui tamponi e le condizioni dei pazienti positivi

Il punto della situazione sul covid da parte del sindaco di Latina e del direttore generale della Asl Giorgio Casati, a pochi giorni dal picco dei contagi del 9 settembre. Si parte dall'interpretazione dei numeri particolarmente elevati, dovuti a molteplici fattori, tra cui le vacanze, i maggiori tamponi che consentono di intercettare gli asintomatici e ovviamente un generale abbassamento del livello di guardia. 

“Fino a marzo e aprile abbiamo avuto una fase di emergenza acuta, con un numero di casi importante e di casi gravi – spiega il direttore della Asl Casati - Poi siamo entrati in una fase di governo della pandemia grazie al lockdown e siamo arrivati a giugno quasi in una condizione di provincia covid free, con molti giorni a contagi zero”. “I casi in Italia non sono solo quelli registrati ma sono un numero 20 volte superiore – aggiunge ancora - Qualcuno ha ritenuto che il virus fosse indebolito o che fosse in una fase di ritiro. Ma se moltiplichiamo per 20 i pazienti ricoverati in ospedale,  arriviamo rapidamente ai dati del periodo peggiore dell’emergenza. L'evidenza è che virus non si è affatto indebolito. Siamo noi che riusciamo, data una maggiore capacità di intervento, a intercettare gli asintomatici". Certo è che 35 contagi in una sola giornata non erano mai stati registrati neanche nelle fasi più difficili della pandemia.

"Presumo - speiga ancora il direttore della Asl - che alcune persone che sono positive ma non malate non rispettano le regole dell’isolamento fiduciario o che qualche soggetto che aspetta l’esito del tampone circola liberamente. Un’altra situazione che si è manifestata è il rifiuto da parte di soggetti positivi di una sistemazione diversa rispetto al domicilio: proponiamo la possibilità di essere accolti in un covid hotel a Roma. Ma se io mi rifiuto trasmetto la positività ai miei familiari se in casa non è possibile mantenere il distanziamento sociale”. Per quanto riguarda poi le condizioni dei pazienti, ora i soggetti positivi sono in buona parte sono seguiti a domicilio, al Goretti ci sono 18 ricoverati, gli altri sono stati dirottati verso strutture romane, ma nessuno dei cittadini pontini malati di covid necessita al momento di terapia intensiva.

Si è fatto poi riferimento all’iter diagnostico. La procedura ufficiale è quella del tampone naso faringeo accanto a quella del tampone rapido che dà la risposta in 10 minuti e che sarà presto utilizzato nei pronto soccorsi della provincia e nelle scuole. Ora si sta testando anche un tampone salivare, che offre invece risultati in tre minuti, mentre il sierologico serve solo a comprendere se in una fascia di popolazione sottoposta a indagine esistono persone entrate in contatto con il virus. A questo proposito, i test al personale delle forze dell’ordine e quelli al personale scolastico (finora 2445 persone testate) hanno dato esiti rassicuranti: con appena lo 0,5% positivo. 

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