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La situazione del pronto soccorso del Goretti: accessi, tempi di attesa e aree covid

Il punto della situazione con il sindaco di Latina Coletta e la responsabile del pronto soccorso del nosocomio Rita Dal Piaz. Introdotta una novità: contatto diretto tra un operatore e i parenti dei pazienti covid

La situazione del pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina analizzata dal sindaco di Latina e dalla responsabile Rita Dal Piaz nel corso di una diretta Facebook. Il dato di partenzal, oltre ai 192 positivi segnalati dal bollettino del 13 novembre, Nel capoluogo pontino in particolare gli attuali positivi sono 1.078, di cui 1.029 sono seguiti in isolamento domiciliare mentre gli altri sono ricoverati.

In pronto soccorso aree e percorsi separati i covid

"Da circa una decina di giorni - spiega la dottoressa Dal Piaz - gli accessi in pronto soccorso di pazienti covid sono aumentati come tutti sapete. Abbiamo una media di circa 20 pazienti covid che ogni giorno accedono al pronto soccorso. Siamo stati definiti ospedale covid e raccogliamo i pazienti di tutta la provincia ma continuiamo ad assistere anche pazienti non covid. Questo ha portato a una riorganizzazione del pronto soccorso: area covid e no covid, con accessi completamente separati. Il paziente non contagiato entra nella zona del triage, il paziente covid ha un altro percorso. Questo ci ha consentito di poter assistere entrambe le tipologie di pazienti. Sulla gestione di pazienti covid ci sono sintomatologie lievi, medie e più gravi".

Come funziona l'accesso di un paziente contagiato

Importante è un esame diagnostico dirimente: la tac, che consente di identificare il paziente con forma mite, trattato immediatamente con ossigeno terapia. "Se riusciamo ad identificare un paziente in fase precoce - spiega ancora la responsabile del pronto soccorso - possiamo somministrare una terapia antivirale che va cominciata il prima possibile". In pronto soccorso è stato anche differenziato l'accesso di pazienti covid in aree diverse: a bassa e media intensità e ad alta intensità, utilizzando i locali dell'Osservazione breve intensiva in cui c'è la possibilità di gestire 13 pazienti ad alta intensità spesso con terapia ad alti flussi (con caschi). "Importante è stata avere una pianificazione strutturale dei pazienti - aggiunge ancora - Un operatore sanitario fa un pre triage nelle ambulanze che si trovano fuori in attesa per verificare le condizioni dei pazienti ed è in contatto con il personale all'interno per verificare quando si libera una postazione con ossigeno. E' stato un passaggio importante perché ci ha permesso di gestire più facilmente la situazione".

I contatti con i parenti: un operatore chiama i congiunti per dare informazioni

Da pochi giorni c'è poi una novità importante in pronto soccorso: il contatto diretto con i parenti per le informazioni. In una prima fase avevamo istituito un orario preciso per consentire ai parenti di chiamare e di avere notizie ma non è stato sufficiente. C'è invece ora un operatore che chiama direttamente a casa i parenti fornendo notizie sulle loro condizioni. "Ci siamo messi nei panni di chi ha un congiunto in ospedale e non sa cosa sta succedendo - spiega la dottoressa Dal Piaz - se magari la situazione sta peggiorando o è migliorata. Questa cosa ha avuto molto successo. E' una cosa stressante ma fondamentale".

La tensostruttura per evitare le attese in ambulanza

Da pochi giorni è poi stata allestita all'esterno del nosocomio di Latina una tensostruttura che accoglierà i pazienti in arrivo con le ambulanze. "E' nata dall'esigenza di risolvere l'attesa del paziente in ambulanze - spiega la dirigente - Nel caso in cui all'interno del pronto soccorso non ci sia posto, possono aspettare all'interno della tensostruttura che è dotata di un'adeguata situazione assistenziale e in cui si può effettuare l'ossigeno terapia. Contiene fino a 20 posti in cui possono restare i pazienti in attesa di essere assorbiti in pronto soccorso".

I tempi di attesa per un ricovero al Goretti

Per quanto riguarda invece i tempi di attesa per il ricovero questi variano in base alle circostanze: da 48 fino a 72 ore. "Il messaggio che però voglio dare è questo - puntualizza Dal Piaz - sicuramente andando in reparto c'è una situazione più idonea, ma già quando si arriva in pronto soccorso il paziente comincia ad essere trattato. I locali attrezzati sono equiparati a una degenza. Normalmente una degenza media di un paziente covid con una polmonite lieve è minomo di cinque giorni, i più gravi hanno bisogno di più tempo".

L'albergo covid a Latina

Infine, già da marzo scorso, anche a Latina è operativo un albergo covid in cui vengono inviati sia pazienti a bassa intensità che non hanno la possibilità di restare in isolamento in casa sia pazienti in via di dimissione dall'ospedale. Questo consente di avere un ricambio più veloce sia nei reparti che nel pronto soccorso.

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