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Coronavirus, raddoppiano i posti letto negli ospedali del Lazio: quasi 200 in provincia

L’ordinanza del presidente della Regione; illustrate le nuove misure per rafforzare la rete sanitaria. Zingaretti: “Fermare la curva del contagio a qualsiasi costo”

Raddoppiano i posti letto Covid negli ospedali del Lazio che passano dai 2.913 attuali (di cui 532 in terapia intensiva e sub intensiva) a 5.310 (di cui 901 in terapia intensiva e sub intensiva) in 54 strutture del territorio. Questo uno dei passaggi più importanti dell’ordinanza che è stata firmata ieri dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e che è stata illustrata durante la conferenza stampa “Uniti contro il Covid” (qui per leggere tutta l’ordinanza). Nel corso dell’incontro, alla presenza anche degli assessori regionali alla Sanità Alessio D’Amato e Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità Mauro Alessandri, sono state spiegate le misure messe in campo per affrontare la nuova fase dell’emergenza, potenziando la rete della sanità e del trasporto pubblico regionale.

Primo fra tutti il potenziamento dei posti letto, raddoppiati rispetto all’ultima ordinanza del 21 ottobre scorso. “Siamo la prima regione italiana per numero di tamponi effettuati. Andare alla caccia del virus è stato molto importante ma i numeri ci impongono di tornare ad investire” ha detto il governatore del Lazio. L’ordinanza prevede, infatti, 54 strutture coinvolte, con 16 grandi hub Covid Hospital e un hub pediatrico per complessivi 5.310 posti letto Covid, 4.409 posti letto ordinari, 901 in terapia intensiva e sub intensiva. “È uno sforzo straordinario che chiediamo alle strutture e dovranno metterlo in campo entro una settimana - ha spiegato D'Amato - il dimensionamento della rete è fatto attraverso scenari, che in questo caso prevedono un'andamento ancora in ascesa della curva epidemica fino a fine novembre, ed è sufficiente a contenerlo”. Per quanto riguarda la provincia di Latina, secondo l’organigramma della Regione, sono quasi 200 i posti letto Covid - 194 nello specifico -: di questi 178 sono presso l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, 10 presso la clinica Città di Aprilia e 6 al Dono Svizzero di Formia, con un aumento delle terapie intensive da 12 a 28 (foto in basso).

“Siamo coscienti - ha detto il presidente della Regione Lazio - che il Covid ci ha fatto piombare nel tempo degli anni rubati, alle persone, ai giovani e agli anziani, molti dei quali ci stanno purtroppo lasciando per Covid in modo prematuro. Non va sottovalutata la percezione di frustrazione e paura, ma dobbiamo resistere per combattere questa battaglia che occorre vincere ricostruendo speranza che ce la si può fare, fermando la curva del contagio a qualsiasi costo”.

Zingaretti ha poi anche annunciato che "oltre a questa grande e nuova ondata di disponibilità, la rete sistema cure si dota da 8 Rsa Covid di cui due nuove e pubbliche a Genzano e Albano per circa 200 posti; sono attive 100 squadre mobili sul territorio e come sapete siamo stati fra le prime regioni italiane con 13 alberghi protetti Covid con assistenza medica infermieristica che garantisce convalescenza a 724 posti operativi, circa 250 ancora liberi".

Il governatore del Lazio nel corso della conferenza ha poi parlato anche delle assunzioni dall'inizio dell'emergenza: “circa 6495 assunzioni di cui 3338 a tempo indeterminato. Ancora una volta il personale è il principale protagonista. Lavoriamo affinché questa iniezione personale sia sufficiente a meccanismo accoglienza. Puntiamo a rafforzamento anche con avvio di circa 1000 medici tra gli specializzandi che possano sostenere l'onda d'urto che potrebbe esserci nelle prossime ore o settimane”. “Consentiremo, come prima regione italiana, un reclutamento straordinario degli specializzandi, a partire dal terzo anno del corso di specializzazione (che va dai quattro ai cinque anni)- ha detto l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato- Ci sarà un bando a partire da martedì e questo ci permetterà di avere energie fresche nelle nostre strutture”. D’Amato ha precisato che “gli specializzandi andranno in gran parte nei reparti Covid, con le dovute misure precauzionali, soprattutto coloro che hanno una specializzazione più attinente. Ma serviranno anche per altri reparti. Contiamo di avere a disposizione una platea superiore a 1.000 giovani medici. L’indennità che mettiamo a disposizione si sommerà alla borsa di specializzazione di cui attualmente godono”.

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