Ordinanza della Regione, prime contestazioni. Il sindaco di Gaeta: "Zingaretti riveda i provvedimenti"

Le perplessità sollevate da Cosmo Mitrano sul provvedimento regionale. Criticato il punto 1 relativo al contingentamento di feste e cerimonie e in generale l'applicazione delle restrizioni a tutta la provincia

Prime critiche sull'ordinanza della Regione Lazio che da oggi, 9 ottobre, impone una serie di restrizioni alle attività economiche e alla vita sociale dei cittadini della provincia di Latina. Il primo a intervenire, attraverso il suo profilo Facebook, è il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, secondo il quale il provvedimento "va migliorato revocando il punto 1", quello cioè relativo al contingentamento fissato a un limite massimo di 20 persone per feste private e cerimonie.

"La salute al primo posto, giusto adottare tutte le prescrizioni e le misure necessarie per contenere il virus, ma che siano provvedimenti equilibrati - commenta il primo cittadino di Gaeta - Allerta ma non allarmismo. Resto perplesso nel leggere l'ordinanza regionale di ieri che, a mio avviso, va un pochino rivista. Un'ordinanza che penalizza tutta la provincia di Latina quando si poteva intervenire solo per l'area nord dove, in questo momento, assistiamo al picco dei contagi".

"Concordo pienamente - aggiunge Mitrano - sul divieto di assembramento nelle aree antistanti l'accesso di scuole, banche, uffici postali ed altri uffici pubblici oltre che nei luoghi pubblici. Sono giusti anche i punti 2 e 4 dell'ordinanza sul contingentamento degli ospiti per tavoli, sul rispetto del distanziamento sociale, nei ristoranti e nei locali, l'obbligo di esposizione all'ingresso degli esercizi commerciali ed uffici aperti al pubblico, il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente in rapporto alle dimensioni dei locali e nel rispetto del distanziamento sociale, ma trovo estremamente superfluo e contraddittorio il punto 1. Qui si parla di un numero massimo di 20 persone, previa registrazione e adozione delle misure generali di prevenzione, partecipanti a feste private, anche successive a cerimonie religiose. Come dire, se si tratta di un matrimonio o di una cerimonia il limite è di 20 persone e magari lo stesso locale, al di fuori della festa, può ospitarne molte di più. Insomma troviamo la giusta misura ed evitiamo una confusione che rischia di generare oltre al danno anche la beffa. Questo è il momento in cui dobbiamo essere costruttivi e non distruttivi. Le ordinanze vanno calate sui singoli territori per governare le criticità adottando provvedimenti più idonei. Ricordo che solo pochi giorni fa nel Golfo di Gaeta, a Formia, abbiamo gestito ed affrontato una situazione di emergenza, senza creare clamore ma adottando il buonsenso e tutte le precauzioni del caso".

"Non comprendo inoltre - continua - l'attenzione che la provincia di Latina ha suscitato nonostante la situazione su Roma e nelle altre province del Lazio non è migliore della nostra. Sarebbe stato invece molto più opportuno evitare la mobilità interregionale chiudendo a questo punto i confini della regione per tutelare i cittadini qui residenti ed intervenire invece nei singoli territori con mirati provvedimenti. Chiedo pertanto al presidente Zingaretti di rivedere l'ordinanza, probabilmente dettata più dalle emozioni, eliminando il punto 1 onde evitare anche gravi ripercussioni al sistema economico-produttivo del territorio". 

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