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Coronavirus, il punto sui ricoveri: aumenta l'età dei pazienti, torna l'uso del casco e dell'ossigeno

Miriam Lichtner, direttore della Uoc di Malattie infettive dell'ospedale di Latina: "Molti pazienti sono asintomatici, ma il nostro reparto è tornato quello di marzo e aprile. Usate sempre la mascherina"

Aumentano i ricoverati covid, sale la fascia di età dei nuovi positivi, si torna a trattare i pazienti con l’ossigeno. La dirigente della Uoc di Malattie infettive dell’ospedale Goretti, Miriam Lichtner, spiega la situazione epidemiologica attuale mettendola a confronto con le prime fasi della pandemia e anche con i contagi dei mesi estivi. Una premessa su tutte: “L’uso della mascherina è fondamentale – spiega subito – come prevenzione di barriera. Un primo passo che dobbiamo fare tutti. Non dovremmo toglierla mai”.

Quanto ai contagi, “il virus oggi si sta diffondendo rapidamente – precisa Lichtner - ma rispetto a marzo abbiamo una lente di ingrandimento enorme, stiamo tamponando a 360 gradi rendendoci conto della reale circolazione del virus. C’è un aspetto importante: la maggioranza dei positivi è asintomatica. Però questi asintomatici sono comunque contagiosi e il fatto di riuscire a contenere questi soggetti è un’arma ulteriore che abbiamo in mano”.

Quello che però sta accadendo da fine agosto ad oggi è che il reparto Malattie infettive del Goretti sta tornando sta ritornando quello che era a marzo e aprile. Attualmente si contano 26 ricoverati e la popolazione che deve ricorrere alle cure dell’ospedale, a differenza di quella di luglio e agosto, appartiene a una fascia di età più alta. “Siamo tornati ad avere pazienti italiani – spiega ancora il direttore di Malattie infettive – con una età media tra i 50 e i 65 anni. In alcuni casi siamo tornati a ricorrere all’ossigeno e al casco e abbiamo effettuati trasferimenti. In generale però siamo in grado di assolvere le necessità dei soggetti positivi e abbiamo uno scherma terapeutico più strutturato. Partiamo dunque con una marcia in più rispetto a prima”.

Per quanto riguarda le possibili cure, in questi mesi sono stati definiti alcuni possibili trattamenti per il covid. “Quello che abbiamo ora in mano è il primo farmaco approvato – spiega ancora la dottoressa Miriam Lichtner – E’ il Remdesivir, che a breve troveremo in Italia e nelle farmacie ospedaliere, possiamo però già ora richiederlo per ogni paziente all’Aifa. Ha efficacia ma non al 100% altrimenti avremmo risolto tutti i problemi. Usiamo poi l’eparina e agiamo su infiammazione fin dall’inizio con cortisone a seconda delle varie forme di infezione e sperimentiamo farmaci innovativi”.

Importantissima sarà però la vaccinazione antinfluenzale: “E’ un’arma fondamentale – aggiunge –sia per distinguere l’influenza dal covid sia perché l’influenza stessa riduce le difese immunitarie esponendo i soggetti al rischio di contagio”. Alla provincia di Latina sono destinate 200mila dosi e la distribuzione delle prime 40mila è già partita.

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