Coronavirus, un protocollo per un ritorno a scuola in sicurezza: come sarà il rientro in classe

Contatto diretto tra Asl e scuola nella gestione delle situazioni. Il prefetto Falco: “Importante affrontare con una certa capacità reattiva gli eventi che possono succedere”

Un protocollo tecnico che detta linee di condotta precise che possono aiutare per una partenza in sicurezza dell’anno scolastico che sarà inevitabilmente condizionato dall’emergenza coronavirus. Questa la novità che è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa convocata in Prefettura a pochi giorni dal ritorno in classe in provincia di Latina.

Prima di entrare nel dettaglio dell’accordo, il prefetto di Latina Maurizio Falco ha voluto ringraziare tutte le forze che in sinergia hanno lavorato in queste settimane sottolineando “lo sforzo che si sta facendo in provincia, sia da parte della Asl che dell’ufficio scolastico, per migliorare al massimo il sistema di prevenzione sanitaria in vista del nuovo anno”.

Il protocollo

“Non si tratta di una gara di Formula 1 in cui si deve vedere chi parte prima, non è una questione di date - ha detto ancora il prefetto Falco -, ma si tratta di andare avanti con sicurezza, che è la nostra prima preoccupazione come è nostro obiettivo riuscire ad affrontare con una certa capacità reattiva gli eventi che possono succedere sul territorio”. Da qui nasce questo protocollo tecnico, che, è stato spiegato, “non è uno di quegli accordi fumosi” ma, come è stato definito, una sorta di “acceleratore di intervento” finalizzato non solo alla prevenzione ma anche “alla riduzione massima del danno” e che va a riempire di nuovi contenuti quelle che sono le linee guida dettate a livello nazionale per adattarle sul locale. A spiegarne i dettagli sono stati il direttore del dipartimento delle attività distrettuali della Asl di Latina Belardino Rossi e la dottoressa Emiliana Bozzella dell’ufficio scolastico provinciale, presenti ieri in conferenza insieme anche al presidente della Provincia Carlo Medici e al sindaco di Latina Damiano Coletta.

Supporto e gestione immediata

Il protocollo, ha spiegato Rossi, ha “il duplice scopo da un lato di supportare le scuole nella gestione dell’emergenza coronavirus, sia nella normale vita scolastica sia nell’eventualità di una positività all’interno degli istituti tra studenti o personale scolastico, e dall’altro quello di garantire una gestione immediata di fronte a determinate situazioni che possono sorgere all’interno degli istituti e legate al covid, creando una linea di collegamento diretto fra referenti per dare appunto una risposta certa, precisa e celere”. Come? Attraverso la creazione di due figure, una delle quelle all’interno degli istituti, e che con ogni probabilità sarà proprio il dirigente scolastico, che metteranno strettamente in contatto Asl e scuola permettendo di intervenire in maniera più rapida ed efficiente.

"Avvio dell'anno in serenità"

Dell’importanza della “collaborazione tra le istituzioni per riuscire a raggiungere l’obiettivo comune che è quello di coniugare la sicurezza sociale degli alunni con il diritto alla salute e all’istruzione” ha parlato la dottoressa Bozzella. “Come ufficio scolastico in questi mesi siamo stati continuamente in contatto con i dirigenti così come con gli Enti locali per capire quali fossero le necessità per la riorganizzazione degli spazi, venendo anche incontro alle esigenze della famiglie di cui è stato tenuto fortemente conto. Si è lavorato molto anche sul personale scolastico: proprio su questo punto, per la provincia di Latina l’ufficio regionale ha assegnato all’incirca 1250 unità in più; abbiamo lavorato sulle graduatorie e oggi inizieranno le nomine per il personale, iniziando dal sostegno”. “Avvio dell’anno scolastico in serenità” questa la parola d’ordine e “il fondamento alla base di questo accordo" ha spiegato ancora Bozzella sottolineando l’importanza del concetto di “rete”; il “rapporto tra Asl e scuola deve essere immediato" ha ribadito.

“Questo protocollo - ha poi aggiunto la referente dell’ufficio scolastico - è solo un punto di partenza, perché nei prossimi giorni sono previsti dei tavoli di lavoro con medici di famiglia e pediatri di famiglia per capire come organizzare quelle situazioni o casi particolari che si potranno verificare anche nel corso dell’anno scolastico”. Come centrale sarà anche il ruolo dei docenti, per i quali sono previsti corsi di formazione, con l’attenzione che sarà soprattutto concentrata su quelli che si muovono su diverse classi.

Posticipato il rientro in classe

Dei problemi affrontati in queste settimane in vista della riapertura delle scuole hanno parlato il presidente della Provincia Carlo Medici - anche sindaco di Pontinia - e il primo cittadino di Latina Damiano Coletta. Rispetto alla data indicata dalla Regione Lazio per il rientro in classe, quasi unanime, infatti, è stata la presa di posizione dei sindaci pontini che hanno deciso di posticipare l’avvio delle lezioni, in molti casi al 24 settembre in alcuni addirittura 4 giorni dopo. “In questi giorni sono stati accelerati tutti i processi per un avvio dell’anno scolastico nella completa serenità ma nonostante tutto rimangono alcuni problemi segnalati anche dalle istituzioni scolastiche”. La sospensione delle attività didattiche rispetto alla data del 14 settembre, ha spiegato quindi Medici, è stata finalizzata proprio “al raggiungimento del livello ottimale per una maggiore tutela degli studenti”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Latina Damiano Coletta. “Sappiamo tutti che l’avvio dell’anno scolastico è il momento più delicato e anche più atteso. Ma siamo anche consapevoli che questa ripresa deve avvenire nelle condizioni di massima sicurezza possibile dal punto di vista sanitario. Quella di spostare il ritorno in classe, dopo anche attenti confronti tra noi sindaci, credo sia una scelta saggia, non difensiva e non dettata dalla paura maturata dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro” ha detto ancora il primo cittadino del capoluogo elencando alcune delle problematiche che devono essere affrontate come ad esempio la mancanza di personale soprattutto nelle scuole primarie, i banchi monoposto che non sono arrivati con tutta una serie di protocolli alternativi che devono essere pensati, i lavori che devono essere ultimati in alcuni plessi e la doppia sanificazione per le elezioni del 20 e 21 settembre.

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Test sierologici nelle scuole

Un cenno, su un tema di non poca importanza, è stato fatto anche sul tema dei test sierologici sul personale docente e non docente e sugli alunni fragili. “Bassa è stata la risposta nella provincia di Latina - ha detto il dottor Rossi al termine della conferenza -; l’obiettivo è però quello di raggiungere il più alto numero possibile perché ci permetterebbe da un lato di capire qual è la situazione di sieropositività almeno tra i docenti e dall’altro di dare tranquillità alle famiglie. In provincia in soli 3mila hanno fatto il test su una platea di 14mila”. 

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