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Coronavirus, casi in aumento a Terracina: sono 234 i positivi. L’appello del sindaco

Oggi 27 nuovi casi; il punto della situazione con il primo cittadino Roberta Tintari: “Non esistono focolai, ma ci sono soprattutto contagi familiari”

Una giornata difficile quella di oggi per Terracina che ha fatto registrare un numero importante di nuovi casi di coronavirus: 27 nelle ultime 24 ore. Il dato comunicato dalla Asl con il consueto bollettino giornaliero. La seconda ondata dell’epidemia è estesa in maniera molto più uniforme sull’intero territorio nazionale, a differenza della scorsa primavera, e anche Terracina non ne è rimasta esente” ha commentato oggi pomeriggio attraverso un post sulla sua pagina Facebook il sindaco Roberta Tintari.

“Dai dati in mio possesso, in questi ultimi due mesi abbiamo raggiunto i 234 casi di positività, di cui 220 seguiti a domicilio e 14 ricoverati. È importante sottolineare che non esistono a Terracina focolai e che i casi riguardano soprattutto contagi familiari. È innegabile che il ritorno alle piene attività quotidiane, che era e rimane l'obiettivo di tutti noi, ha purtroppo favorito la ripresa della diffusione del Covid. La rinuncia forse precoce alla prudenza negli atteggiamenti - ha aggiunto il primo cittadino - ha determinato il ritorno preoccupante del virus”.

“Il governo ha adottato delle misure restrittive e si parla insistentemente di ulteriori iniziative che potrebbero portare ad una nuova chiusura dopo quella della primavera scorsa. Personalmente mi auguro che non si debba arrivare a questa misura perché sarebbe una nuova terrificante stangata per l'economia e il lavoro, ma la necessità di arrestare il progredire dei contagi e invertire la tendenza è la priorità per tutti” ha poi concluso il sindaco Tintari che ha rivolto una appello ai cittadini. “Come ho già detto in passato, non amo espressioni plateali e scomposte, ma rivolgo un richiamo accorato e deciso a limitare gli spostamenti al massimo, ad evitare il contatto con i parenti più anziani e i contatti extra familiari. Approfittiamo dei servizi da asporto e a domicilio per continuare a godere dei prodotti di qualità delle attività locali e per sostenerle. Ci vuole tanta responsabilità, forza d'animo e pazienza. Ma dobbiamo arrestare l'avanzata del virus”.
 

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