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Giovedì, 19 Maggio 2022
Emergenza Covid-19

Coronavirus, D’Amato: “E’ giunto il momento di semplificare la vita dei vaccinati”

L’assessore: “Oggi le varie circolari ministeriali, soprattutto in ambito scolastico, rendono difficile la vita alle famiglie e valgono le stesse regole sia per chi ha completato il percorso vaccinale che per chi non si è vaccinato”

"E' giunto il momento di semplificare la vita a coloro che hanno completato le vaccinazioni" contro il coronavirus. Così si è espresso oggi l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato in occasione dell'incontro fra i presidenti di Regione che si sono riuniti a Roma per discutere le semplificazioni da chiedere al Governo. Un tema questo della semplificazione e della “sburocratizzazione” su cui lo stesso D’Amato come anche il presidente della Regione Nicola Zingaretti erano già intervenuti nei giorni scorsi.

“Nel Lazio - ha detto D’Amato guardando alla realtà locale - coloro che hanno completato il ciclo vaccinale rappresentano il 63% della popolazione over 12 anni. Questi cittadini, indipendentemente dai luoghi di lavoro, studio, socializzazione, devono essere liberi senza certificazioni e tamponi. In assenza di sintomatologia, tutte le attività, comprese quelle scolastiche, devono essere mantenute”.

"Oggi le varie circolari ministeriali, soprattutto in ambito scolastico, rendono difficile la vita alle famiglie” ha aggiunto ancora D'Amato in una nota, e, "valgono le stesse regole sia per coloro che hanno completato il percorso di vaccinazione che per coloro che non si sono vaccinati”, “generando procedure amministrative e operative assurde. Bisogna fare la corsa al vaccino, non ai tamponi. Ieri nel Lazio si è registrato un record assoluto di testing, oltre 150mila. Auspico che il Governo ascolti la voce delle Regioni” ha poi concluso D’Amato.

Un tema, come detto, che già nei scorsi giorni l’assessore regionale aveva sollevato: “Entro la metà di febbraio completeremo la gran parte di chi ha fatto le seconde dosi con la dose booster, per cui nel Lazio arriveremo a 4 milioni di dosi di richiamo entro il 15 febbraio - aveva detto -. Entriamo in una fase diversa, di convivenza con il virus e dobbiamo semplificare anche i meccanismi che regolano questa convivenza".

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