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Coronavirus, dal vaccino nato tra Oxford e Pomezia arrivano risposte incoraggianti

L'ultimo test condotto sul vaccino avrebbe dato risultati promettenti. Il ministro Speranza: "Serve ancora tempo e prudenza"

L'ultimo test condotto sul vaccino in sperimentazione presso i ricercatori britannici dell'Università di Oxford, frutto anche di una collaborazione italiana con il vettore virale fatto a Pomezia, avrebbe dato risultati promettenti, dimostrando l'efficacia e la sicurezza del farmac. Secondo l'emittente Bbc, la sperimentazione eseguita su 1.077 persone ha rivelato che, dopo l'iniezione del vaccino, classificato come ChAdOx1 nCoV-19, il sistema immunitario dei pazienti ha sviluppato autonomamente gli anticorpi e i globuli bianchi che possono sconfiggere il Covid-19. I risultati appaiono incoraggianti, tuttavia i ricercatori invitano alla prudenza. Per il vaccino a collaborare con l'istituto Jenner della Università di Oxford, è anche la Irbm Science Park, un'azienda di Pomezia fondata nel 2009.

Speranza: "Serve ancora tempo, ma risultati sono incoraggianti"

"Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell'Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti. L'Italia, con Germania, Francia e Olanda, è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus", ha commentato il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la pubblicazione su Lancet dei primi risultati.

AstraZeneca: "Anticorpi quadruplicati in 95% ad un mese"

I risultati delle sperimentazioni cliniche, ancora in corso, "confermano che una singola dose ha portato al quadruplicarsi degli anticorpi contro SarsCov2 nel 95% dei partecipanti ad un mese dalla vaccinazione", precisa AstraZeneca, l'azienda farmaceutica che produrrà il vaccino.  "L'attività neutralizzante contro SarsCov2 è stata evidenziata nel 91% dei partecipanti alla sperimentazione ad un mese dalla vaccinazione e nel 100% dei partecipanti che hanno ricevuto una seconda dose", ha aggiunto.

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