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Martedì, 17 Maggio 2022
Coronavirus

Lazio in zona arancione? Cosa dicono i numeri su contagi e ricoveri. Ma le regole potrebbero cambiare

L’Rt è sceso, l’incidenza per 100mila abitanti resta però alta come anche la pressione sulle strutture ospedaliere. Ma le Regioni chiedono una semplificazione: addio alle zone bianca, gialla e arancione?

Provincia di Latina e resto del Lazio verso la zona arancione? Una domanda a cui si potrà dare una risposta solo venerdì dopo il monitoraggio settimanale e la consueta ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Ma vediamo cosa dicono i numeri rispetto al rischio di un passaggio di fascia per il Lazio dal 31 gennaio, anche se le regole per il sistema di colori potrebbbero presto cambiare.

Partiamo dalle note positive dell’ultima settimana, vale a dire l’indice Rt che dopo settimane scende sotto l’1, allo 0.64. "Il Lazio ha il valore Rt più basso d'Italia, è un segnale incoraggiante che potrebbe indicare una inversione di tendenza” ha commentato nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato. L’andamento dei contagi da coronavirus, come ha spiegato sempre D’Amato, negli ultimi giorni è stazionario - stabilmente sopra la soglia dei 10mila casi giornalieri -, ma l’incidenza resta ancora alta, si parla di 1.460 casi ogni 100mila abitanti.

Ricordiamo che perché ci sia un passaggio dalla zona gialla a quella arancione l’incidenza deve essere superare i 150 contagi ogni 100mila abitanti, mentre gli altri due parametri sono legati ai ricoveri: la percentuale di occupazione dei posti letto nei reparti di area non critica deve superare il 30%, il 20% alle terapie intensive. Valori questi che sono oltre il limite, seppur di poco: secondo i dati riportati sul portale Agenas, e aggiornati al 24 gennaio, l’occupazione dei posti letto nei reparti ordinari è al 32%, al 21% quella nelle terapie intensive.

Ma cosa cambia con il passaggio in zona arancione?

Di fatto il passaggio dall’attuale zona gialla a quella arancione comporterebbe pochi cambiamenti nella vita dei cittadini pontini e del resto del Lazio. Questo il motivo per cui i i governatori delle Regioni stanno tornando a chiedere al Governo una revisione immediata delle regole. La richiesta del superamento del sistema dei colori si basa sul fatto che la maggioranza della popolazione è vaccinata, che le somministrazioni sono aperte anche ai più piccoli e che il green pass rafforzato è stato esteso a quasi tutti gli ambiti della vita sociale ed economica. Una revisione delle norme permetterà di semplificare la vita a cittadini e imprese. Come riporta Today, oggi il presidente delle Regioni, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dovrebbe vedere il ministro della Salute Speranza a cui consegnerà ufficialmente il documento che è stato redatto nelle scorse ore.

D’Amato: “E’ giunto il momento di semplificare la vita dei vaccinati”

Ma, fermo restando le regole attuali, cosa cambia? Come detto ben poco. Con uno degli ultimi decreti del Governo, infatti, resta obbligatorio l’utilizzo della mascherina anche all’aperto e l’uso nello specifico, fino al 31 marzo, della Ffp2 per accedere a mezzi pubblici, treni, aerei, cinema, teatri. Per quanto riguarda il Green Pass, fino alla cessazione dello stato di emergenza, il decreto Natale prevede inoltre l'estensione dell’obbligo di quello rafforzato - per vaccinati o guariti - alla ristorazione per il consumo anche al banco in bar e ristoranti, al chiuso per piscine, palestre e sport di squadra, ma anche per musei e mostre. Super Green Pass al chiuso che è obbligatorio anche per i centri benessere, centri termali (salvo che per livelli essenziali di assistenza e attività riabilitative o terapeutiche), parchi tematici e di divertimento, per centri culturali, centri sociali e ricreativi (esclusi i centri educativi per l’infanzia) al chiuso e per sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Quello che cambia con la zona arancione è l’accesso ai negozi nei centri commerciali nei fine settimana che in questo caso è subordinato all’utilizzo del Green Pass, e gli spostamenti: se sono liberi in zona bianca e gialla anche senza Green Pass, in quella arancione se non si è in possesso della certidicazione verde ci si può spostare sia in altri comuni della stessa regione che in altre regioni solo per lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune. Consentiti invece agli spostamenti da comuni di massimo 5.000 abitanti, verso altri comuni entro i 30 km, eccetto il capoluogo di provincia.

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