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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Epatite acuta nei bambini, un caso nella provincia di Latina. Il piccolo curato al Goretti

Il bimbo di 5 anni ora sta bene ed è stato dimesso ad inizio aprile. In tutta Italia 11 le segnalazioni della nuova epatite acuta di origine sconosciuta

Riguarda un bimbo di 5 anni della provincia di Latina, curato all’ospedale Santa Maria Goretti, uno dei casi segnalati della nuova epatite acuta di origine sconosciuta che colpisce i bambini. Nei giorni scorsi l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’amato aveva parlato di un caso sospetto nel Lazio; fortunatamente ora il piccolo sta bene ed è stato dimesso dal nosocomio del capoluogo pontino ad inizio di aprile.

Si sa ancora poco di questa forma di epatite che sta allertando tutto il mondo. Secondo l’ultima circolare emessa dal Ministero della Salute, e aggiornata al 22 aprile scorso, in Italia ci sono state 11 segnalazioni, di cui due confermate, “che fanno riferimento a pazienti individuati in diverse regioni italiane (Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto). Si tratta quindi - si legge nella circolare - di segnalazioni relative a casi sporadici sparsi sul territorio nazionale. Una positività per Adenovirus o per SARS-CoV-2 è stata per ora riportata solo in due casi sospetti. Il ruolo giocato dagli Adenovirus nella eziologia di queste forme di epatite acuta, ipotizzato da ricercatori UK, non è però confermato in via definitiva”.

In un’intervista rilasciata all’edizione locale del quotidiano Il Messaggero, Riccardo Lubrano, dirigente del reparto di Pediatria del Goretti di Latina, ha spiegato che il bambino era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale con febbre e vomito; aveva il valore delle transaminasi alto e un insulto acuto al fegato, e le preoccupazioni da subito sono state determinate dal fatto che la forma di epatite non fosse causata da fattori noti. Il bambino, come detto ora sta bene. “E’ stato dimesso all'inizio di aprile ed è tornato a casa. Lo abbiamo trattato con una fluidoterapia e ha avuto un recupero completo delle funzioni epatiche” ha spiegato ancora il professor Lubrano che ha invitato alla cautela e sottolineato anche che il piccolo paziente non ha mai avuto il Covid-19 e non è stato vaccinato.

Nei giorni scorsi al Bambin Gesù di Roma è stato ricoverato un bambino di Prato di 3 anni a cui è stata riscontrata una sofferenza epatica. Dalle analisi la problematica non è riconducibile a nessun ceppo di epatite conosciute (di tipo A,B,C,D,E); non è escluso, quindi, che possa trattarsi di un caso sospetto di epatite acuta pediatrica. "Serve cautela nell'attribuirli. Per esserne certi dobbiamo verificare che abbiano le caratteristiche descritte nei piccoli pazienti inglesi dove, da gennaio, si è registrato il fenomeno. Gli elementi distintivi sono: l'età tra i 3 e i 6 anni, le transaminasi molto elevate, l'assenza di altre cause. Certamente ci sono stati casi di epatite acuta severa in alcuni centri, che però non sono necessariamente legati a questo allarme. Dobbiamo capire anche se c'è una maggiore concentrazione di casi. Al momento non lo sappiamo. Si tratta di una situazione in evoluzione. Bisogna essere prudenti anche nelle segnalazioni", ha spiegato il dottore Giuseppe Maggiore, direttore dell'epatogastroenterologia e trapianti di fegato del Bambino Gesù di Roma. 

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