rotate-mobile
Il caso

Estumulazioni al cimitero di Latina: Codici: “Ecco cosa dice la sentenza del Tar”

L’associazione e AssoconsItalia hanno voluto spiegare gli effetti del pronunciamento del Tribunale Amministrativo del Lazio sugli elenchi pubblicati dal Comune e contenenti i nominativi di circa tremila salme da estumulare

Una conferenza è stata organizzata a Latina da Codici ed AssoconsItalia per spiegare gli effetti della recente sentenza del Tar del Lazio sulle procedure di estumulazione al cimitero comunale; sentenza che interessa migliaia di cittadini del capoluogo. 

“Un momento di confronto importante per fare chiarezza rispetto alla sentenza del Tar e per confermare la vicinanza e l’impegno che le nostre associazioni e gli avvocati che ci seguono stanno mettendo in campo a tutela dei diritti della cittadinanza” hanno commentato i responsabili di Codici ed AssoconsItalia, sl termine della conferenza stampa al Circolo cittadino.

Un incontro utile quindi a illustrare la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio sugli elenchi pubblicati dal Comune di Latina e contenenti i nominativi di circa tremila salme da estumulare perché, secondo una visione non condivisa dalle due associazioni, sarebbe scaduto il periodo delle rispettive concessioni d’uso delle loro sepolture. Insieme ad Antonio Bottoni, responsabile di Codici Latina, l’associazione che ha voluto fortemente il ricorso, era presente Daniele Mazzoli, presidente nazionale di AssoConsItalia, l’altra associazione che ha aderito al ricorso, nonché gli avvocati Francesco Di Ciollo ed Annamaria Romeo, che hanno curato le tante istanze avanzate nei confronti della magistratura amministrativa.

Il responsabile di Codici, ha ripercorso le vicende amministrative che hanno costretto a presentare il ricorso a nome di numerosissimi cittadini “che hanno creduto nella bontà dell’iniziativa, il cui effetto, come spiegato molto bene dei legali, non è stato quello di costringere i concessionari delle sepolture a pagare per la prosecuzione delle sepolture né quello di accettare obtorto collo l’estumulazione dei propri cari”.
Mazzoli ha sottolineato come agli occhi dell’opinione pubblica giunga solo una parte delle attività poste in essere dalle due associazioni miranti a tutelare i diritti dei cittadini. I due legali hanno spiegato che il Tar, nel dichiarare inammissibile il ricorso, ha emesso una sentenza dagli stessi definita “salomonica” perché "pone in capo al Comune di Latina l’obbligo di effettuare singole istruttorie, quindi con il coinvolgimento individuale dei cittadini concessionari e che, solo al termine delle procedure attivate, con riferimento al regolamento cimiteriale approvato ad aprile del 2021", come dispone l’organo di Giustizia amministrativa, “potrà adottare specifici provvedimenti, anche di pronuncia di decadenza, della concessione, solo in quel caso 'attualmente' lesivi per gli interessati, che potranno impugnarli unitamente al suddetto Regolamento, se applicato come atto presupposto”.

Quindi, sempre secondo l’analisi degli avvocati che hanno cercato di spiegare ai cittadini, il Tar “non ha annullato la procedura di pretesa estumulazione delle salme dei cari appartenenti ai ricorrenti ma ha riportato le procedure nell’alveo del coinvolgimento nel procedimento amministrativo dei singoli concessionari, i quali dovranno essere chiamati a partecipare al procedimento, il quale non è assolutamente detto a priori che si concluderà con una dichiarazione di decadenza. Oltretutto, i cittadini che il Comune dovrà coinvolgere nella procedura non saranno soltanto coloro che hanno presentato il ricorso e gli aderenti, ma dovranno essere tutti quelli nei confronti delle cui salme di riferimento vi è una qualsiasi pretesa di estumulazione con o senza la volontà dei concessionari”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Estumulazioni al cimitero di Latina: Codici: “Ecco cosa dice la sentenza del Tar”

LatinaToday è in caricamento