Fase 2, anche parrucchieri ed estetisti si preparano a riaprire: le linee guida

Il documento tecnico di Inail e Iss; tra le raccomandazioni postazioni a distanza di 2 metri e shampoo obbligatorio. Parrucchieri e barbieri dovranno rimanere sempre alle spalle del cliente. Deroghe ad orari e giorni di chiusura

Dopo quello per le attività balneari, per bar e ristoranti, l’’Inail e dall’Istituto superiore di sanità hanno elaborato un altro documento tecnico che fornisce raccomandazioni sulle strategie di prevenzione da adottare per il contenimento del nuovo coronavirus nei servizi dei parrucchieri e degli altri trattamenti estetici, in vista della ripresa delle attività dopo la fase di lockdown. Il documento è stato approvato dal Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile.

“Non si tratta di disposizioni vincolanti – precisa il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – ma di contributi di carattere scientifico, che contengono analisi del rischio per settori specifici di attività, per cui forniscono ipotesi di modulazione delle misure di contenimento del contagio già note, anche attraverso criteri per l’individuazione di misure di prevenzione e protezione. È  evidente che non si tratta di linee guida impartite alle imprese, che né l’Inail né l’Iss sono titolati a emanare. Spetterà alle autorità politiche e alle parti sociali trovare il giusto contemperamento tra gli interessi in gioco, con la flessibilità che le situazioni territoriali possono richiedere”. 

Ma quali sono queste linee guida per parrucchieri e barbieri

L’utilizzo "di mascherine di comunità" da parte del cliente a partire dall’ingresso nel locale è obbligatorio, fatta eccezione del "tempo necessario per effettuare i trattamenti che non lo rendano possibile". Per i lavoratori l’uso della mascherina chirurgica dovrà essere associato a visiere o schermi facciali. È inoltre preferibile, scrive l’Inail, "fare ricorso a grembiuli e asciugamani monouso. Se riutilizzabili, devono essere lavati ad almeno 60 gradi per 30 minuti". In tutti i casi possibili, "le procedure devono essere svolte rimanendo alle spalle del cliente" E ancora, all'ingresso il cliente riceverà un sacchetto monouso in cui riporre i propri oggetti personali.

Deroghe ai giorni di chiusura ed estensione degli orari

Nel documento viene sottolineato che "i rischi maggiori derivano dalla stretta prossimità con la clientela". Per questo bisognerà fare in modo che all’interno dei locali non ci siano assembramenti. Prevista la possibilità di consentire deroghe ai giorni di chiusura, l’estensione degli orari di apertura dei locali e "una razionalizzazione degli spazi tale da permettere il distanziamento, anche attraverso la realizzazione di aree di attesa all’esterno, consentendo ove possibile l’occupazione del suolo pubblico in deroga”. E’ possibile, si legge ancora nel documento, pensare anche ad una riorganizzazione degli “spazi interni sfruttando tali aree per le fasi di attesa tecnica (ad es. tempo di posa del colore). Potranno altresì essere utilizzate barriere separatorie fra aree e postazioni al fine di mitigare il rischio (in particolare per le aree lavaggio). Individuare chiaramente le zone di passaggio, le zone di lavoro e le zone di attesa” e “prevedere una distanza minima di almeno due metri tra le postazioni di trattamento (ad es. utilizzando postazioni alternate), limitare il numero di persone presenti nel locale allo stretto necessario”. Si potranno poi “prevedere orari di lavoro flessibili e, ove possibile, turnazione dei dipendenti”. Per garantire la sostenibilità delle attività quotidiane, spiega ancora l’Inail, è necessaria una buona programmazione di tutte le attività e dei tempi medi dei trattamenti, che andrebbero predeterminati già al momento della prenotazione, per ottimizzare i tempi di attesa e prevenire ogni forma di affollamento".

Sarà obbligatorio il lavaggio dei capelli, via le riviste

A parrucchieri e barbieri viene inoltre raccomandato (non è un obbligo) di lavorare con le porte aperte. I trattamenti di taglio e acconciatura devono necessariamente essere preceduti dal lavaggio dei capelli. I titolari sono inoltre tenuti ad eliminare riviste ed “ogni altro oggetto che possa essere di utilizzo promiscuo nel locale".

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Le regole per i centri estetici

Anche chi lavora nei centri estetici è tenuto a rispettare specifiche regole. In particolare, "per i trattamenti del viso che implicano l’uso di vapore, si devono prevedere, ove possibile, operazioni alternative. Tali trattamenti - spiega il documento di Inail e Iss - potranno essere effettuati solo in locali fisicamente separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione".  Per effettuare le attività di cura del viso gli estetisti  "dovranno essere previsti dispositivi di protezione individuale di livello protettivo superiore (FFP2 o FFP3 senza valvola espiratoria)". Nei centri estetici è inoltre proibito l'uso della sauna o del bagno turco, come anche quello delle vasche idromassaggio. Come si legge nel documento, infine, “al termine di ciascuna sessione vanno rimossi, con i guanti, le pellicole, i lenzuolini monouso e quant’altro sia stato utilizzato per il trattamento, pulire e disinfettare scrupolosamente tutte le superfici della cabina estetica all’uscita di ogni cliente utilizzando disinfettanti idroalcolici o a base di cloro” e “prima di far entrare il cliente successivo, bisogna garantire il ricambio di aria nella cabina il più possibile in modo naturale aprendo le finestre, oppure meccanicamente”

Le regole per parrucchieri e centri estetici: il documento integrale dell'Inail

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