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Giornata della Memoria, il messaggio del vescovo Crociata: “Non deve andare smarrito il ricordo”

La cerimonia al parco Falcone Borsellino; il messaggio del vescovo letto da don Gianni Toni, vicario foraneo di Latina: “Dimenticare rappresenta una menomazione della nostra coscienza del presente e una minaccia per il futuro”

C’è stata questa mattina all’interno del parco Falcone Borsellino a Latina la cerimonia di commemorazione per la Giornata della Memoria per ricordare le vittime dell’olocausto. Nel corso della celebrazione, organizzata dalla Prefettura e presieduta dal prefetto Maurizio Falco e durante la quale è stata deposta una corona d'alloro presso il monumento ai caduti, è stato anche letto il messaggio del vescovo Mariano Crociata, il quale da alcuni giorni è fuori diocesi per pregressi impegni pastorali non rinviabili.

Per la lettura del messaggio è intervenuto don Gianni Toni, vicario foraneo di Latina.

Il messaggio integrale del vescovo Crociata

Ogni anno che passa sembra avere l’effetto di fare apprezzare di più l’istituzione della Giornata della Memoria, perché sentiamo più chiaramente che non deve andare smarrito il ricordo dell’immane tragedia che si è consumata con l’annientamento di milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti. È una memoria che tutti abbiamo bisogno di tenere viva, perché l’incalzare del tempo della vita che scorre, con i suoi sempre nuovi problemi, rischia di attenuare o perfino oscurare la coscienza della gravità di quanto è accaduto con la Shoah.
Non sapere è in particolare il pericolo al quale sono esposte le nuove generazioni, per le quali comprendiamo quanto sia importante conoscere la storia per capire non solo il passato ma la vita di oggi. Perdere la memoria non è solo dimenticare le vittime dell’Olocausto; è soprattutto dimenticare noi stessi, dimenticare chi siamo e chi dobbiamo continuare ad essere. Dimenticare quella tragedia, alla quale noi italiani abbiamo purtroppo dato il nostro vergognoso contributo, rappresenta una menomazione della nostra coscienza del presente e una minaccia per il futuro, poiché ciò di cui non si ha più memoria, è più esposto all’eventualità di tornare a ripetersi nell’incoscienza collettiva. Noi credenti, consapevoli dell’importanza del dialogo tra cristiani ed ebrei, portiamo l’impegno di contribuire, attraverso tale dialogo, a tenere desta una memoria viva di quanti sono stati cancellati e a imparare ad apprezzare il patrimonio della religione e della cultura ebraica e il suo apporto essenziale alla tradizione cristiana e alla cultura umana in generale. Speriamo, perciò, che anche la Giornata di quest’anno lasci un segno indelebile nel cuore di tutti noi e dei nostri concittadini
”.

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