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Martedì, 9 Agosto 2022
Il caso in provincia

"L'acqua diminuisce, la bolletta aumenta": l'Otuc chiede chiarimenti sulle tariffe

Punto per punto l'organismo in difesa dei consumatori pone interrogativi sulle motivazioni che hanno determinato l’aumento in un momento di particolare gravità economica per le utenze e di crisi idrica

Nell’ultima conferenza dei Sindaci dell’Egato 4 Lazio sud, tenutasi il 27 giugno, è stato approvato a maggioranza un aumento delle tariffe della risorsa idrica gestita da Acqualatina nel Lazio sud. E ora l'Otuc di Latina chiede chiarezza sulle motivazioni che hanno portato all’aumento delle bollette in un momento di particolare gravità economica per le utenze e di crisi idrica.

"Da una prima analisi seppur sommaria di quanto deciso - scrive l'organismo di tutela dei consumatori in una nota - risulta che gli aumenti sono stati prevalentemente determinati da morosità. In particolare la segreteria tecnica ha riconosciuto al gestore 9 milioni di morosità da recuperare in bolletta a carico dell’utenza. L'altra causa è il Consorzi di Bonifica: con sentenza del Tar Acqualatina  è stata infatti condannata a pagare 2,2 milioni l’anno ai Consorzi  di Bonifica per le acque depurate che vengono scaricate nei canali e non 700mila euro come fino ad oggi ha fatto. Inoltre Acqualatina dovrà restituire la somma di 13 milioni a conguaglio per gli anni pregressi a partire dal 2012. Gli enormi costi di questo contenzioso vengono spalmati sulle fatture di tutti gli incolpevoli utenti. Altra situazione è poi quella di Ponza, con un costo di 6 milioni di euro all'anno per rifornimento di acqua tramite nave. Infine, l'elettricità e il raddoppio dei costi di energia non prevedibile rispetto agli anni precedenti".

E allora le associazioni dei consumatori aderenti all'Otuc di Latina pongono alcuni legittimi interrogativi. Quanto al tema della morosità, "visto l’anomalo valore raggiunto", chiedono quali interventi/iniziative siano stati presi dai sindaci, in qualità di “soci di maggioranza”, al fine di ridurre lil fenomeno che negli ultimi anni addirittura risulta in forte aumento. "Le associazioni dei consumatori da più di un anno hanno avanzato una proposta di regolarizzazione con una moratoria a favore degli utenti - si legge ancora nella nota - cercando cosi di andare incontro alle famiglie più svantaggiate e alle attività che, anche a causa della pandemia, hanno visto ridurre drasticamente il loro fatturato. Ancora oggi aspettiamo di ricevere risposta". Sul contenzioso con il Consorzio di bonifica invece si chiede con quale criterio sia stato determinato il pagamento annuo di 700mila euro rispetto ai 2,2 milioni decisi con la sentenza. 

"Più volte poi, sulla questione di Ponza e Ventotene - continua l'Otuc - è stato chiesto al dirigente della Sto che i costi extra sopportati da Acqualatina, a seguito di reiterate prese di posizione giudiziarie di amministrazioni locali, non venissero spalmati su tutti gli utenti  perché il gestore dovrebbe agire legalmente direttamente nei confronti dei singoli comuni. Vedasi il caso di Ventotene, dove l’allora sindaco ha emesso ben 4 ordinanze di blocco dei lavori per la costruzione del dissalatore, con 4 ricorsi al Tar tutti persi. Il ritardo del fine lavori di alcuni mesi é costato  circa 1 milione di euro in più  rispetto alla spesa preventivata". "Azione ancor più grave - continua - è stata quella messa in campo dal comune di Ponza che a distanza di cinque anni, a causa di resistenze locali, ancora non è autonoma con la risorsa idrica. Pertanto i costi del trasporto dell’acqua via nave (circa 14 euro e 50 a mc), per un totale annuo di circa 6 milioni di euro, vengono inseriti nei costi di gestione e caricati sugli incolpevoli ed ignari utenti dell’intero Ato4. Ci chiediamo se la presidenza dell’Ato 4 e le varie conferenze dei sindaci che si sono succedute negli anni, abbiano mai preso una posizione a tutela dei consumatori dell’intero Ato"..

"Riteniamo che l’utente debba essere informato in modo corretto e più chiaramente possibile al fine di poter esprimere valutazioni - conclude l'Otuc - conoscendo effettivamente i contenuti e l’operato di chi ci rappresenta sia a livello politico come soci di maggioranza del Gestore, e sia da parte del Gestore stesso per quanto riguarda gli interventi e la gestione complessiva della risorsa idrica che, è bene ricordarlo, vede il nostro territorio tra quelli in cui la dispersione del prezioso bene è tuttora superiore al 70%".


 

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