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Il Comitato Nicolosi in polemica con il Comune: "Abbandonati, rinunciamo al Patto di collaborazione"

Il patto era stato siglato con il Comune a marzo 2019, ma i cittadini spiegano che non sono stati forniti loro strumenti per lavorare né maggiore sicurezza per il quartiere

Terminato il lockdown i cittadini riuniti nel Comitato di Quartiere Nicolosi hanno ripreso in mano le attività in cantiere ma hanno prima puntualizzato e regolarizzato alcune cose rimaste sospese, a partire dal Patto di collaborazione firmato con l'amministrazione comunale a marzo del 2019. Il 9 giugno scorso il direttivo si è riunito in videoconferenza con l'assessore alla Partecipazione e Politiche giovanili Cristina Leggio e in quella sede ha comunicato ufficialmente di non voler rinnovare il Patto di collaborazione, istituito per la gestione dell'area verde di via G.B.Grassi (Parco Nicolosi). 

"Pensavamo entusiasti, che il Patto ci avrebbe permesso di far rivivere un’area, in precedenza utilizzata come base di spaccio e totalmente abbandonata - spiegano i residenti - Abbiamo sognato un parco giochi inclusivo, ci siamo invece ritrovati da soli a fare i giardinieri per il Comune senza che lo stesso ci abbia minimamente sostenuto. Abbiamo richiesto una sanificazione dell’area prima di prenderla in consegna ma abbiamo ricevuto semplicemente un taglio dell’erba, siringhe ed altro le abbiamo tolte con le nostre mani. Ci siamo accorti che dopo il furto della fontanella, avvenuto prima della firma, era stata staccata l’acqua e quindi abbiamo richiesto il ripristino del servizio (la fontanella l’avremmo ricomprata noi), ma a distanza di oltre un anno non siamo riusciti ad ottenere neanche un tubo con l’acqua. Ci siamo spesi tantissimo per realizzare il nostro sogno, attraverso sponsor ed auto tassazione del direttivo, siamo riusciti ad acquistare una tagliaerba con la quale effettuavamo lo sfalcio periodico che serviva a mantenere pulito ed in ordine il parco. Abbiamo organizzato le festa dei nonni, la messa in dimora di alcuni alberi e pomeriggi ludici con i bambini e tanto vogliamo ancora fare".

"Abbiamo fatto in modo attraverso la cooperativa Nuova Era che le nostre idee riguardanti quell’area venissero messe su carta e cioè trasformarsi in progetto vero, realizzabile - prosegue il Comitato - e lo abbiamo anche presentanto ai nostri amici e concittadini con la presenza del sindaco. Ci abbiamo  messo la faccia ed anche la fatica visto che insieme alla cooperativa sopraindicata avevamo piantato numerose piantine che annaffiavamo con secchi d’acqua che trasportavamo dalla vicina scuola elementare. Ma proprio a causa dell’assenza dell’acqua oggi quelle piantine sono praticamente quasi morte tutte. Abbiamo pensato che attraverso il patto di collaborazione questa amministrazione volgesse il suo sguardo in maniera più attenta al nostro quartiere ma così non è stato. Abbiamo chiesto di intensificare l’illuminazione dell’area, per motivi di sicurezza, ma ci è stato dato un no secco"

I residenti raccontano inoltre che il sindaco aveva promesso, alla nascita del Comitato, l'installazione di fototrappole contro l'abbandono dei rifiuti ingombranti e quella di nuovi cassonetti. Ma anche queste promesse non si sono realizzate, così come la messa in sicurezza delle strade attraverso il ripristino della segnaletica e la potatura di alberi pericolanti in via Grassi.

"Potremmo ancora continuare - dicono i cittadini - Per questo siamo arrivati alla conclusione che i patti di collaborazione così come strutturati sono strumenti inefficienti e vuoti. Ci preme sottolineare, che alcune aree verdi del Comune di Latina verranno riqualificate con il progetto Upper, dal quale il parco del Nicolosi è rimasto fuori. Restiamo a disposizione per altre collaborazioni a patto che ci vengano forniti strumenti validi e risposte concrete. Continueremo a stare a disposizione di tutti i residenti, perché amiamo il quartiere,  ma non ci serve il patto per fare il nostro operato, non ci serve fare i giardinieri per il Comune e tagliare l’erba. Che ci vengano proposti strumenti utili a tutti per cercare di risolvere i mille problemi di un quartiere dimenticato". 

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