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Contagi nella comunità indiana, il prefetto Falco: "Centri di screening per individuare i positivi"

Nuova riunione in prefettura per stabilire strategie di contenimento del contagio. Si valuta l'organizzazione di test nei sette comuni coinvolti dai casi

Da giorni si susseguono riunioni e incontri in prefettura per affrontare il nodo dei contagi all'interno della comunità indiana che vive e lavora in provincia di Latina. Anche oggi, 26 aprile, il prefetto Maurizio Falco ha incontrato i sindaci dei comuni coinvolti, la Asl e un capo religioso della comunità Sikh di San Felice, Terracina, Fondi e Pontinia. Sono già diverse le azioni messe in campo per contenere la diffusione del virus, tra cui opuscoli informativi da distribuire tra la popolazione indiana insieme ai dispositivi di protezione individuale. Ma a giorni partiranno anche dei centri di screening in ognuno dei sette comuni pontini interessati dal contagio.

"Da giorni, da quando abbiamo visto il primo caso di 350mila infetti in India, abbiamo deciso di fare una sorta di intensificazione dei contatti - ha precisato il prefetto di Latina Falco parlando all'Adnkronos Salute a margine della riunione - Sul territorio sono quasi 15mila gli indiani regolari, e si paventa che ce ne siano altrettanti irregolari. Siccome questo è il periodo della raccolta, che vede impegnati moltissimi di loro, abbiamo deciso di valutare una serie di operazioni condivise con la Regione Lazio, con la Asl e i sindaci del territorio pontino. Sul campo abbiamo una serie di misure, a partire dall'intensificazione dei controlli negli aeroporti per capire se ci sono arrivi dall'India e lì fare arrivare dei depliant informativi in indiano, orientare tutti gli arrivi al concetto di quarantena come necessità per garantire la salute della propria comunità e di tutti, e fornire eventualmente qui in provincia dispositivi protezione". 

M;entre in giornata sono arrivati gli esiti dei risultati dei primi campioni inviati allo Spallanzani, che confermano che non si tratta di variante indiana ma della mutazione inglese del virus, si procede ancora ad altri esami su ulteriori campioni. "Sono stati mandati all'Istituto Spallanzani - spiega ancora il prefetto Falco . alcuni campioni dei 275 positivi rilevati dal primo marzo ad oggi, di cui 37 bambini per capire se la variante sia quella inglese o si manifesti invece con le due forme della variante indiana. Siamo ancora in attesa delle risposte ma da giovedì a Sabaudia si parte già con i capannoni dello screening". Si tratta di strutture temporanee che potranno accogliere anche cittadini italiani residenti in zona.

Tutto questo però potrebbe non bastare. Il rischio infatti è che quanti non siano in regola con i documenti si sottragganno all'invito a presentarsi al tampone: "A noi interessa il risultato sanitario - continua il prefetto - Nel nostro territorio ricevono cure essenziali sanitarie anche gli stranieri temporaneamente presenti che non hanno una situazione di regolarità. C'é della fiducia da costruire, dovremmo fare ogni azione possibile. Se non fossimo vincenti nell'invito a fare i tamponi nelle sedi che stiamo scegliendo, stiamo valutando anche l'opportunità di utilizzare delle associazioni umanitarie famose per far sì che con strutture mobili sanitarie vadano loro nei territori dove ci sono queste situazioni, garantendo l'operazione di prevenzione sanitaria a prescindere dall'individuazione eventuale di irregolarità di soggiorno". 

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