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Migranti e accoglienza, cosa sappiamo della vicenda legata alla cooperativa Karibu

Il caso esploso al livello nazionale ma partito dalle segnalazioni della Ulitucs su stipendi non pagati ai lavoratori

Settimane fa la Uiltucs aveva segnalato il caso di stipendi non pagati a 26 lavoratori impiegati in due cooperative di Latina: Karibu e Consorzio Aid, la prima impegnata in progetti di accoglienza di migranti legati allo Sprar, nei centri per minori non accompagnati e anche nel progetto regionale Perla contro il caporalato; la seconda appaltatrice, come consorzio di imprese, del servizio accoglienza nei Cas gestito dalla prefettura di Latina. Il caso però esplode al livello nazionale solo dopo un articolo del quotidiano La Repubblica che punta il dito contro le cooperative legate in qualche modo al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Aboubakar Soumahoro e parla di un'indagine aperta dalla procura di Latina anche su presunte irregolarità nella collocazione dei minori stranieri non accompagnati in strutture che gli stessi ospiti giudicavano non idonee. 

Ma come stanno le cose? Cercando di fare un po' di chiarezza emerge intanto che Liliane Murakatete, imprenditrice della Karibu e moglie del deputato, non lavora più da mesi per la cooperativa fondata anni fa dalla madre Marie Therese Mukamitsindo e non detiene all'interno dell'ente nessuna carica. Nei giorni scorsi la prefettura ha risolto con Consorzio Aid, nel cui Cda è presente anche Mukamitsindo, la questione di quattro lavoratori che attendevano gli stipendi da diversi mesi avendo lavorato nei Cas e nel progetto di accoglienza. Per quanto di propria competenza la prefettura, applicando il potere sostitutivo previsto dall'articolo 30 del Codice degli appalti, ha dunque fatto fronte direttamente al pagamento delle mensilità arretrate, sollecitando le amministrazioni comunali di Latina e Roccagorga a fare altrettanto nei confronti altri lavoratori impiegati nei progetti Sprar della cooperativa Karibu. Parallelamente davanti all'Ispettorato del lavoro entrambe le cooperative hanno raggiunto accordi di rientro per sanare le situazioni ancora pendenti relative agli altri dipendenti rimasti.

Per quanto riguarda infine il progetto Perla dalla Regione Lazio, la Karibu (e non Aid) partecipa in quota parte per la somma di 80mila euro mettendo a disposizione i propri mediatori culturali. Della somma totale ha però ricevuto solo la metà, 40mila euro circa, ed è in attesa dell'ultima tranche di pagamento per poter erogare i corrispettivi ai lavoratori e chiudere anche questa pendenza.

Intanto però sulla base delle segnalazioni della Uiltucs e del segretario provinciale Cartisano si accende un faro sulla gestione amministrativa della Karibu. Attualmente non ci sono ipotesi di reato specifiche e non ci sono indagati, ma sono stati avviati accertamenti, delegati ai carabinieri del comando provinciale, che partono da alcuni documenti amministrativi di Karibu rinvenuti a quanto pare vicino a un cassonetto durante un trasloco della sede della cooperativa e sottoposti a sequestro. E' possibile poi che gli accertamenti si estenderanno anche ai minori ospitati in un centro aperto dalla stessa Karibu nel capoluogo pontino, che a Repubblica hanno raccontato di essere rimasti per qualche tempo nella struttura senza luce né acqua corrente. A quanto si apprende però i minori erano ospitati in una struttura che poi ha avuto bisogno di interventi urgenti di manutenzione e per questa ragione gli ospiti sono stati trasferiti e distribuiti in altri centri.

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