Sabato, 20 Luglio 2024
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Caro benzina, il Codacons denuncia il Ministero anche alla Procura di Latina

L'associazione ipotizza i reati di appropriazione indebita e speculazione da aggiotaggio anche a carico di pompe di carburante e grossisti che avrebbero approfittato dell'aumento

Interessa anche la provincia di Latina la denuncia presentata nei giorni scorsi dal Codacons contro il Ministero dell’Economia e delle finanze per appropriazione indebita e speculazione da aggiotaggio, con diffida a congelare i 2,2 miliardi di euro di accise incamerati dalla vendita di carburante solo nell’ultima settimana, e anche contro le pompe e i grossisti che nel corso di queste settimane hanno “speculato sulle vacanze degli italiani”. La segnalazione è stata presentata alle Procure di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti e denuncia “l’incredibile paradosso rappresentato dai maggiori incassi per lo Stato derivanti, sotto forma di accise, dall’aumento dei prezzi della benzina e del gasolio” oltre a richiedere di sanzionare pompe e grossisti responsabili di speculazioni.

L’associazione di tutela dei diritti dei consumatori è quindi tornata a incalzare il governo sulla decisione di non rinnovare lo sconto da 30 centesimi sulle accise per il 2023: “Nonostante le promesse non c’è traccia dell’atteso taglio delle accise, e proprio le tasse sulla benzina rappresentano la mazzata finale che in questa infinita estate sta colpendo il portafogli degli italiani, con conseguenze dirette e indirette - denuncia Carlo Rienzi, presidente dell’associazione - Un’incongruenza, non certo l’unica, della quale il governo a breve si troverà a rispondere in termini di consenso in assenza di soluzioni alternative a tutela degli automobilisti”. Alla magistratura si chiede di intervenire sui rincari che si registrano in occasione delle partenze degli italiani, aprendo una indagine tesa a verificare la possibile fattispecie di aggiotaggio, oltre che indagare sulla causa dei repentini aumenti dei listini alla pompa e se vi siano possibili manovre speculative finalizzate ad alzare i prezzi in occasione degli spostamenti dei cittadini. Per farlo, richiede ancora una volta controlli e sequestri presso gli impianti che vendono la benzina a prezzi che si discostino eccessivamente da quelli medi.

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