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Giardino di Ninfa, 2 milioni di euro per recupero, valorizzazione e potenziamento dell’offerta culturale

Il progetto della Fondazione Caetani finanziato dal Ministero della cultura prevede interventi sull'orto, l’antica centrale idroelettrica e il mulino medievale

La Fondazione Roffredo Caetani ha ottenuto il via libera ad un finanziamento di 2 milioni di euro nell’ambito dei fondi previsti dal Pnrr destinati ai Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici a cui parteciperà con una quota di risorse proprie arrivando ad un investimento complessivo di circa 2,2 milioni di euro. Il progetto presentato al Ministero della Cultura, ‘Giardino di Ninfa: dalla memoria del passato alla nuova resilienza e sostenibilità’, prevede la riqualificazione, con una implementazione dell’offerta culturale, delle aree comprese tra il viale di accesso all’ex municipio e la linea di riva meridionale del Lago.  Nel dettaglio: l’hortus conclusus, l’antica centrale idroelettrica e il mulino medievale presente sulla diga che testimoniano come in questo luogo si produca da secoli energia da fonte rinnovabile, prima meccanica e poi elettrica.

Nove i punti qualificanti e le conseguenti aree di intervento previste dal progetto: adeguamento della vecchia turbina Voith in funzione a Ninfa dall’ottobre del 1908 che sarà inserita nel circuito di visita del Giardino come esempio di archeologia industriale; realizzazione ex-novo di un impianto di produzione di energia idroelettrica, che sfrutti la medesima risorsa su cui si basava l’impianto antico, basato su tecnologie moderne e ad alta efficienza; adeguamento dell’impianto elettrico della centrale e della rete di distribuzione, nell’intera area; realizzazione di una serie di colonnine di ricarica per vetture elettriche/ibride da posizionare nell’area parcheggio; realizzazione di un sistema di irrigazione avanzato da sperimentare nell’Hortus conclusus, naturalmente alimentato dall’energia prodotta dalla centrale idroelettrica, ma in grado di ottimizzare l’uso della risorsa idrica eliminando completamente gli sprechi e le eccedenze; protezione delle risorse idriche, superficiali e sotterranee, attraverso la realizzazione di una rete di collettamento e smaltimento dei reflui prodotti dagli edifici, residenziali e non, presenti nel Giardino; realizzazione di un sistema di sensori per il monitoraggio qualitativo e quantitativo della risorsa idrica; attività di educazione/comunicazione diretta con i visitatori tradizionali del Giardino e i visitatori delle nuove parti accessibili del Giardino ed indiretta attraverso i canali social e i siti che fanno riferimento al Giardino di Ninfa e alla Fondazione Roffredo Caetani; valorizzazione dell’Hortus Conclusus, attraverso il restauro e la manutenzione straordinaria sia della componente architettonica e scultorea, che della componente botanica presenti al suo interno.

“Da sempre il Giardino di Ninfa – spiega il presidente della Fondazione Caetani Tommaso Agnoni – è esempio di sostenibilità e tutela ambientale e da oggi, grazie a questo progetto, la Fondazione sarà in grado di rendere questa attività ancora più concreta. Lo faremo attraverso la valorizzazione di aree attualmente inaccessibili al pubblico come l’antica centrale idroelettrica e il mulino medievale, sia avanti con i tempi per la produzione di energia rinnovabile. Questo risultato premia il lavoro fatto dal pool di esperti e arriva nell’anno del cinquantenario della Fondazione”.

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