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Giovedì, 13 Giugno 2024
Latina

I gestori dei chioschi al lido: "Siamo spaventati ma non ci pieghiamo e riapriremo tutti"

Per le strutture danneggiate danni tra i 70 e 100mila euro. Sul tavolo di discussione anche una serie di proposte e richieste nel breve e nel lungo termine: telecamere, ripristino del doppio senso di marcia, navette per il trasporto

"Siamo spaventati ma non ci pieghiamo e nonostante le difficoltà riapriremo". E' questo il messaggio lanciato oggi, 20 maggio, dai gestori dei chioschi del lido di Latina, tra Capoportiere e Rio Martino,, dopo i due roghi che hanno devastato il primo e il quinto chiosco e il tentativo di incendio che ha coinvolto il quarto. "Vogliamo però che, passata l'urgenza della cronaca, non si spengano i riflettori su questo tratto di lungomare che ha bisogno di più attenzione, di sicurezza e servizi che oggi mancano", spiegano ancora.

"Oggi siamo sotto la lente di ingrandimento - spiega uno dei titolari della quinta struttura - Tanta solidarietà, pacche sulle spalle ma nessuno che abbia detto vi dilazioniamo il canone. Vorremmo che le istituzioni continuassero a restarci vicine anche quando i riflettori saranno spenti. Per alcuni di noi la stagione è già compromessa". "Vogliamo solo lavorare in condizioni normali - aggiunge il titolare del quarto chiosco - e senza il pensiero che qualcuno di notte arrivi a incendiare la nostre strutture". All'incontro con la stampa, convocato dagli imprenditori riuniti in un consorzio anche per fare il punto dei servizi mancanti e progettare le prossime stagioni, erano presenti i titolari della seconda, della quarta e della quinta struttura verso Rio Martino. Per i chioschi danneggiati si parla di un danno che oscilla tra i 70 e i 100mila euro. Per ora si va avanti con la solidarietà dei colleghi, con lo scambio di personale per tirare avanti, ma gli imprenditori hanno anche già chiesto all'amministrazione di poter montare per questa stagione, in deroga ai requisiti richiesti dal bando, strutture diverse e più leggere perché sarebbe impossibile riuscire ad acquistare e montare in tempi brevi strutture in legno come quelle distrutte dal fuoco. "Tenuto poi conto dei costi addizionali che dovremo affrontare - aggiungono - l'amministrazione comunale potrebbe sostenerci con un finanziamento e darci la possibilità di destagionalizzare, consentendoci di aprire anche dopo l'estate". 

Proprio la programmazione di una destagionalizzazione, del resto, è uno dei punti richiesti dai titolari insieme al ripristino della viabilità e del doppio senso di marcia su quel tratto di lungomare, ai dissuasuori di velocità, alle navette per il trasporto e alla videosorveglianza. Questi gli obiettivi nel breve periodo, mentre una visione più ampia e a lungo termine della gestione delle imprese del lido tra Capoportiere e Rio Martino guarda anche a un modello più sostenibile. "Abbiamo già sperimentato con successo le domeniche di chiusura al traffico - spiega per tutti Giuseppe Pastore, titolare della seconda postazione del lungomare di sinistra - e pensiamo che si possa programmare una chiusura totale al traffico con il solo transito di auto elettriche per incentivare anche altre forme di turismo più rispettose della natura e del Parco. Noi ci siamo messi in rete e attraverso un gruppo di progettisti stiamo costruendo un modello di chiosco diverso, totalmente eco sostenibile, con pannelli solari e non più generatori di corrente, serbatoi per la raccolta di acque piovane per garantire servizi e altri per filtrare le acque nere. Vogliamo inoltre realizzare una app per consentire ai turisti e ai bagnanti di monitorare le acque. Chiediamo dunque che l'amministrazione ci sostenga in questo percorso che ci consentirà di proiettarci verso il futuro".

Al primo posto dunque, sicurezza e maggiori servizi. "Confrontandoci in questi giorni con tutte le autorità - aggiungono gli imprenditori - abbiamo trovato un sostegno. Tutte le attività colpite riapriranno nei tempi necessari. Ma chiediamo con forza che venga istituito un tavolo permanente in cui si affrontino di volta in volta tutte le criticità che ogni anno ci troviamo ad affrontare. Perché a noi vengono chiesti pagamenti sempre anticipati: paghiamo in anticipo i canoni di concessione e anche i rifiuti e un mese fa ci è stata perfino chiesta un'integrazione dei tributi già versati, ma a fronte di servizi quasi inesistenti".


 

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