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Dall’abbandono a una nuova Big Family: la storia dei nove cuccioli trovati in un bosco

Quando un'adozione diventa una storia di amicizia e solidarietà: il caso dei nove cuccioli trovati in un sacco a un giorno di vita

È appena passato un anno difficile, che ci ha visti spaventati, divisi fisicamente, incerti sul futuro. Le nostre esistenze si sono cristallizzate in gesti di vita quotidiana che in alcuni casi ci hanno permesso di renderci conto davvero dell’importanza dei legami, degli affetti, anche quello di un cucciolo che scodinzola per casa. Al di fuori di ogni retorica, è solo vivendo direttamente l’esperienza di un amore così completo, disinteressato e incrollabile si può capire realmente cosa significa avere un cane tra i componenti della propria famiglia.
Sono proprio questi esseri che spesso sono oggetto di violenza, di incredibili giustizie, di abbandoni a non portare mai rancore, ad aggrapparsi alla vita continuando a cercare l’amore dell’Uomo. Sono questi esseri spesso a far mutare situazioni tristi in grandi consolazioni, a dare amore e a far nascere legami forti. È il caso della storia dei nove cuccioli ritrovati in un sacco di mangime per cavalli e segnalati alle volontarie dell’Associazione Amici del Cane ONLUS lo scorso settembre.

Il ritrovamento

Un ragazzo stava facendo jogging in un boschetto poco fuori Sezze, mentre correva per un sentiero avvertì dei lamenti sommessi. Pensando che fossero dei gattini abbandonati chiamò subito una conoscente perché sapeva che è volontaria presso gli Amici del Cane di Latina. La volontaria si recò subito sul posto trovando ben nove cuccioli abbandonati in questo sacco a poche ore dalla nascita: erano ancora bagnati e con il cordone ombelicale attaccato. Nove esserini indifesi destinati a morte certa nel giro di poche ore se nessuno si fosse imbattuto in quel sacco, come invece il destino ha voluto. Subito sono partite le segnalazioni e la ricerca della mamma o quanto meno di qualche balia per accudirli. La cagnetta che aveva appena partorito rischiava una serie di problemi di salute se separata dai cuccioli e senza le cure del caso, e i piccoli avevano disperato bisogno della loro mamma.

Le volontarie diventano balie

Purtroppo non c’è stato verso di trovare delle mammine che avessero appena partorito a cui affidare temporaneamente la cura dei cuccioli.  Nel frattempo le ore passavano e bisognava prendere in mano la situazione. Nove cuccioli non sono pochi e curarli non è affatto facile: tre volontarie di esperienza si fecero avanti per prendersi cura di loro. Occuparsi di tre cuccioli di sì e no 24 ore di vita è una cosa laboriosa e complessa: dalle poppate ogni due ore (anche notturne) alla stimolazione del pancino affinché i cuccioli espletino tutti i bisogni corporali che all’inizio non sono affatto automatici e il rischio di blocco intestinale è altissimo, all’estrema pulizia per scongiurare infezioni. Tre persone hanno sconvolto le loro vite (e il loro ménage famigliare) per permettere a questi cuccioli di sopravvivere, di non darla vinta alla persona che li aveva condannati a morte gettandoli in un sacco come spazzatura. Attendere l’apertura degli occhietti entro i 20 giorni di vita, seguire una routine scrupolosa, adattare il lavoro, gli impegni e il sonno in base alle esigenze di questi piccoli esserini. È un impegno che va al di là del volontariato, che diventa amore puro.

I cuccioli crescono

Dopo le prime settimane più difficili, il tempo tra una poppata e l’altra si allunga e i cuccioli cominciano a crescere, purtroppo due non ce la fanno e nonostante gli tutti sforzi muoiono. Tra un sacrificio e l’altro le volontarie, rimanendo costantemente in contatto scambiandosi informazioni, foto, consigli riescono a svezzarli e a renderli cuccioli splendidi: vispi, teneri e giocherelloni. È giunto il momento di trovare loro una famiglia degna di questo nome, una famiglia che li ami per sempre. Una ricerca che impegna non poco le volontarie che per questi cuccioli hanno inevitabilmente un amore particolare. Nel giro di poco tempo vengono selezionate tra le tante che avevano fatto richiesta sei splendide famiglie, amorevoli, motivate, sensibili e soprattutto disposte ad aggiornare costantemente le volontarie sui progressi dei cuccioli, sulla loro vita in famiglia. Sei famiglie (una accoglierà ben due sorelline) adottano i sette cuccioli e li portano a casa.

I cuccioli vengono adottati

La storia avrebbe potuto concludersi già qui con lieto fine. In realtà prosegue, perché i consueti e scrupolosi controlli post adozione che le volontarie dell’Associazione Amici del Cane di Latina svolgono sempre, stavolta non si limitano a qualche fotografia e qualche video della vita dei cani nelle loro nuove case, stavolta è diverso: il sentimento che lega le volontarie-balie a questi cuccioli adorabili è forte e nasce così una chat di gruppo su Whastapp. Le famiglie adottanti e le volontarie si scrivono spessissimo, si sono casualmente riscoperte amicizie d’infanzia e tutti i proprietari dei cani, appena le restrizioni anti Coronavirus lo permetteranno, vogliono organizzare un incontro tra i sette fratellini per conoscersi e passare del tempo insieme. Si è formata una Big Family come la definiscono loro.

La vita con un cane è bellissima, nonostante i sacrifici, con sette è ancora meglio! Roy, Arya, Bilbo, Leo, Mia, Kira e Halley sono degli angioletti che si sono aggrappati alla vita con tutta la loro forza, per fortuna hanno incontrato chi ha dato loro una seconda opportunità, in barba alla cattiveria, alla totale mancanza di sensibilità e amore di chi li ha abbandonati appena nati. E loro ogni giorno ricambiano questo gesto con amore, tenerezza, risate e soprattutto facendo avvicinare le persone, facendo nascere nuove amicizie, moltiplicando amore e affetto.

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