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Domenica, 14 Aprile 2024
Lo studio

Mobilità sostenibile, Latina bocciata: “Politiche paralizzate”. Tutti i limiti della città capoluogo

Un quadro impietoso quello che emerge dalla campagna di Legambiente “Città2030: le città e la sfida del cambiamento”: servizio TPL scarso, pochissime strade 30km/h, ciclabili al palo, zero sharing mobility e un tasso di motorizzazione tra peggiori in Italia

Un quadro desolante quello che emerge della città di Latina dalla campagna itinerante “Città2030: le città e la sfida del cambiamento” organizzata da Legambiente nell’ambito della Clean Cities Campaign. Un’iniziativa che si propone di promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni. 

Il servizio del trasporto pubblico locale viene definito scarso, ci pochissime strade 30km/h, poche ciclabili e zero sharing mobility per un capoluogo che ha uno dei tassi di motorizzazione tra i peggiori in tutto il Paese. Questo il quadro raccontato in numeri di Latina che molto ancora deve fare in tema di mobilità sostenibile. Per iniziare, con la campagna di Legambiente sono stati presentati i dati sulla mobilità nel capoluogo pontino, dove entro il 2030 bisogna ridurre del 6% le concentrazioni di PM10 e del 3% quelle di NO2 secondo gli standard previsti dalla prossima direttiva europea sulla qualità dell’aria. 

Tasso di motorizzazione tra i peggiori in Italia 

Il tasso motorizzazione, spiegano dall’associazione, “è tra i peggiori tra i capoluoghi italiani, con ben 70 auto ogni 100 abitanti (l’obiettivo al 2030 è scendere a meno di 35); il numero degli incidenti gravi, conseguente al gran numero di automobili, è di 5,6 abitanti coinvolti nei sinistri ogni 1.000 e secondo il Piano Nazionale di Sicurezza Stradale va ridotto del 50% entro il 2030. La presenza di trasporto pubblico è scarsa e legata a pochissime linee urbane e fa il paio con l'elevato tasso di motorizzazione, a riprova della centralità dell'auto privata nelle scelte di mobilità nel capoluogo pontino; non esiste a Latina oggi alcuna offerta di sharing mobility, e invece di essere incrementati e rafforzati, sono invece spariti anche i due servizi di monopattini e auto elettriche attivi fino a pochi mesi fa”. Il car sharing di Eppy, primo car sharing full electric d’Italia, ha terminato l’attività operativa nella primavera del 2023, spiega ancora Legambiente nel suo dossier, e “a oggi, non è stata ancora varata una gara per l’affidamento del servizio. Anche la flotta di monopattini Helbiz dopo un periodo di sperimentazione di due anni ha abbandonato la città, e anche in questo caso non si hanno informazioni in merito a future evoluzioni del segmento” mentre la micromobilità in sharing sta dimostrando un’efficacia notevole in tutti i capoluoghi dove sono attivi servizi in condivisione di bici e monopattini.

Piste ciclabili ferme al palo

Altro tema delicato quello delle piste ciclabili: nella città di Latina non sono stati registrati progressi nell’aumento nel numero dei chilometri, solo 30 su un obiettivo di 100 entro il 2030 “in un contesto orografico e urbanistico potenzialmente perfetto alla bici”. Poi le strade con limite a 30 km/h che sono solo 4,2, “un nonnulla rispetto ai 300 chilometri a velocità limitata necessari”.

“Politiche per la mobilità sostenibile paralizzate”

“A Latina le politiche per la mobilità sostenibile sono paralizzate, nonostante un contesto urbanistico che sarebbe ideale per lo spostamento in bici e per la diffusione di una diffusa rete di Tpl a interconnettere il territorio - dichiarano Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e responsabile nazionale mobilità, e Angela Verrengia, neo-presidente del Circolo Legambiente di Latina -, anzi si vuol tornare pericolosamente indietro con la revoca della pedonalizzazione del centro, contro la quale ci opponiamo con fermezza, chiedendo all’amministrazione di fermare questo passo indietro antistorico, anti-ambientale e che non ha un senso di fronte alle sfide di contrasto ai mutamenti climatici, generazione di green economy e miglioramento della qualità della vita”.

Il riferimento è al caso dell’isola pedonale in centro dopo che il 31 gennaio è scaduta l’ultima proroga e l’amministrazione Celentano si è presa due mesi di tempo per elaborare un progetto concreto. “Riportare le auto in un’area centrale è una misura di vero e proprio down-grade rispetto alla pedonalizzazione; non solo perché non prevede un divieto mirato ai veicoli maggiormente inquinanti, ma anche perché impedisce la trasformazione dello spazio urbano interessato dalla pedonalizzazione in favore dei pedoni - commenta Simone Nuglio, responsabile della Campagna Città30 di Legambiente -. Una trasformazione che, ovunque elaborata, contribuisce alla riduzione del traffico, dell’inquinamento e genera valore aggiunto per le attività commerciali”.


 

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