Sabato, 18 Settembre 2021
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Addio Antonio Pennacchi, il ricordo dello scrittore Premio Strega con “Canale Mussolini”

Tanti i messaggi di cordoglio. Il ministro Franceschini: “Grande narratore di un'Italia che fino ai nostri giorni era stata dimenticata. Un creativo a tutto tondo, ci mancherà”

Antonio Pennacchi (foto Ansa)

Dolore, sconcerto e grande commozione per la morte di Antonio Pennacchi che, all’età di 71 anni, si è spento ieri per un malore nella sua abitazione a Latina. Sono stati tanti già a partire dalla serata i messaggi di cordoglio per la scomparsa da parte di esponenti della politica locale e non solo, personaggi della cultura e del giornalismo che hanno voluto ricordare lo scrittore che con le sue opere ha racocntato Latina e che nel 2010 vinse il Premio Strega con il suo “Canale Mussolini”.

Il sindaco di Latina Damiano Coletta ha parlato di “una enorme perdita non solo per la città di Latina ma per tutto il Paese. I suoi racconti hanno reso il nostro territorio un luogo letterario, dalla Fondazione ai giorni nostri. È una vera e propria icona di Latina. Pennacchi appartiene al patrimonio della città e tutti i latinensi oggi gliene rendono giustamente merito”. “La scomparsa di Antonio Pennacchi mi lascia senza parole - gli ha fatto eco l’assessore alla Cultura del Comune di Latina Silvio Di Francia -. Antonio mi ha guidato, in questi tre anni, per le strade di Latina spiegandomi luoghi e caratteri della città. A volte mi chiamava - sempre alla stessa ora, verso le 18 - poiché lui scriveva di notte, e dormiva di giorno fino all’ora, appunto, della passeggiata. E poi le chiacchierate sugli eucalipti, sulla marina che voleva dipinta di bianco, sulle ossa dei Neardenthal e, immancabilmente, sulla Roma. Alla fine l’unica cosa che mi preme dire è che ho perso un amico. Sono consapevole che Antonio Pennacchi è molto di più per la letteratura italiana, ma in questo momento sono le uniche cose che mi vengono in mente”.

“La notizia della morte improvvisa di Antonio Pennacchi ci addolora tutti - ha detto il presidente della Provincia Carlo Medici -. Antonio Pennacchi era uno scrittore della nostra terra, conosciuto  e tradotto in tutto il mondo. I suoi romanzi, uno fra tutti Canale Mussolini che gli valse il premio Strega nel 2010, hanno reso il nostro territorio, in particolare la città di Latina un luogo letterario. Nell’esprimere le condoglianze alla famiglia, a nome mio e dell’intera Provincia, ribadisco i valori letterari ed espressivi che Antonio Pennacchi ci ha lasciati. Di Pennacchi, ci mancherà, soprattutto il suo linguaggio schietto e allo stesso modo colto, come qualche critico l’ha definito”.

"Conoscere una persona come lui poteva essere solo che una fortuna. A me questa fortuna è capitata e mi spiace che gli altri non lo abbiano conosciuto come è capitato a me - ha detto all'Adnkronos Filippo Cosignani, avvocato ed ex consigliere comunale di Latina -. Era una persona eccezionale sotto ogni punto di vista, da quello umano a quello professionale. La sua idea di uguaglianza, la sua attenzione verso gli altri erano tratti che lo contraddistinguevano”.

Cordoglio è stato espresso anche dal ministro della Cultura Dario Franceschini. “Antonio Pennacchi è stato il primo, grande narratore di un'Italia che fino ai nostri giorni era stata dimenticata. Con i suoi saggi sulle città di Fondazione, raccolti poi in un fortunato volume, e, soprattutto, con la sua vena narrativa esplosa nel romanzo ‘Canale Mussolini’, Pennacchi ha raccontato l'epopea della bonifica pontina, facendo conoscere al grande pubblico con arguzia, intelligenza, sagacia e ironia vicende dolorose e dilanianti. Una capacità che con il romanzo ‘Il fasciocomunista’ ha avuto anche un felice adattamento cinematografico, con il film ‘Mio fratello è figlio unico’. Un creativo a tutto tondo, ci mancherà”.

"Con Antonio Pennacchi ci lascia un grande scrittore, un intellettuale libero, schietto e irriverente. Ha raccontato con grande passione un pezzo della nostra terra e della nostra storia” ha scritto invece su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Dolore e sgomento per la morte di Antonio Pennacchi sono stati espressi anche dall’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo. “Antonio ed io siamo cresciuti, come molti della nostra generazione, all'Oratorio Don Bosco. Il padre serviva messa e noi bambini, divertiti, lo aiutavamo. Poi ci siamo rivisti qualche anno dopo, quando entrambi militavamo nella Giovane Italia. Antonio, con il passare degli anni, ha imboccato un altro sentiero politico. Sempre mantenendo intatte la passione, l'intelligenza, l'animo libero che lo catterizzavano. Mi ha regalato una emozione grande quando, nella parte seconda di ‘Canale Mussolini’, ha dedicato pagine alla memoria di mio padre. Il nostro era un legame familiare: con la sorella Laura ho condiviso l'impegno in Parlamento. Pur se in diversi schiaramenti, non è sono mai venuti meno la collaborazione istituzionale ed il rispetto reciproci. Incontrai Antonio, Laura e tutta la famiglia Pennacchi al ‘Fogolar Furlan’ in occasione dello scorso Santo Natale. Fu una giornata di vera festa! Non dimenticherò le sue lunghe camminate sotto i portici di corso della Repubblica, aiutato dal bastone per il dolore alla schiena che lo tormentava. Antonio é stato importantissimo per la nostra città: a livello nazionale ed internazionale, anche grazie al Premio Strega nel 2010 con ‘Canale Mussolini’, ha illuminato Latina del suo talento. Una città la nostra che, da questa sera, è già più buia”.

Pennacchi “conosceva e amava Latina come pochi altri. Ha saputo raccontare la città, i suoi volti, la sua storia, le sue sfaccettature con uno stile unico e inconfondibile che lo ha portato a vincere il Premio Strega - ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini -. Alla politica, a quella locale in particolare, lanciava invettive e provocazioni mai banali che erano fonte di riflessione per tutti. Le mie più sincere condoglianze alla famiglia per questa perdita improvvisa che lascia un vuoto incolmabile per Latina tutta”. ''I sacrifici delle intere generazioni di coloni dell'Agro pontino sono uno dei capisaldi della storia d'Italia agli occhi del mondo grazie ai romanzi di Antonio Pennacchi. Latina gli è debitrice’' ha detto Claudio Durigon, sottosegretario al Mef e coordinatore regionale della Lega Lazio.
 

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