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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Archeologia

Due equipe universitarie al lavoro per gli scavi nel Parco dei Monti Aurunci: prime scoperte

Le attività di ricerca delle università di Siena e di Pavia. Scoperto un insediamento altomedievale di altura

Una proficua collaborazione tra l'equipe del laboratorio di Archeologica dei Paesaggi dell'università di Siena e il Parco naturale dei Monti Aurunci ha portato a primi interessanti risultati. L'avvio delle ricerche archeologiche nel sito di Sant''Andrea, tra i comuni di Campodimele e Itri, ha permesso di cominciare a fare luce sulle ultime fasi di un insediamento altomedievale d'altura, in cui la presenza di materiali più antichi lascia presagire fasi di frequentazione dell'area ancora precedenti. Si tratta di un segno da collegare con ogni probabilità al ruolo che questo insediamento doveva avere per il controllo del passo San Nicola e della viabilità interna ai Monti Aurunci che collega, ancora oggi, la Valle del Liri con la costa del Lazio meridionale.

L'attività è condotta appunto dall'equipe dell'Università di Siena guidata dal professor Franco Cambi e punta a gettare le basi di un progetto più ampio di ricerca in grado di coinvolgere le componenti scientifiche, istituzionali e civiche, a partire dal Parco dei Monti Aurunci e dal Comune di Campodimele con i quali sono già iniziati i rapporti di collaborazione. Intanto, al gruppo dell'Università di Siena si è affiancato anche un team di ricerca del professor Massimilano di Fazio dell'Università di Pavia. Una nuova collaborazione che ha dato vita ad altre ricerche sul campo che, nel mese di ottobre, hanno interessato i siti di Pianara, a Fondi, e di San Cristoforo a Itri. Lo spirito con cui le due équipe,composte da ricercatori (Edoardo Vanni, archeologo e presidente di Archeologia Diffusa), giovani studiosi (Elena Marazzi, dottoranda Università di Pavia; Federico Saccoccio, dottorando Università di Pisa) e studenti dei due atenei, si affacciano sul panorama del Lazio meridionale costiero è ispirato ad alcuni capisaldi fondamentali: una solida tradizione di ricerca storico-archeologica, basi teoriche scrupolose e una ferrea cultura stratigrafica e del contesto.

“Come ormai dimostrato ampiamente - spiega il professor - Edoardo Vann - la sinergia tra enti di ricerca, istituzioni locali e cittadinanza, contribuisce in maniera significativa alla costruzione condivisa del patrimonio culturale e materiale, incrementando la consapevolezza del suo valore ed attivando modalità creative per la sua conservazione e valorizzazione nel presente”. "La proficua collaborazione con i ricercatori dell’Università di Siena sta portando alla luce interessanti scoperte archeologiche nel parco precisamente nei pressi del valico di San Nicola. Le attività che abbiamo fortemente sostenuto – dichiara il direttore del Parco, Giorgio De Marchis – sono nella fase iniziale e ci auguriamo possano proseguire con maggior vigore nei prossimi anni. Il progetto sul quale siamo impegnati si basa sulla necessità di affiancare le scoperte archeologiche al nostro patrimonio naturalistico e paesaggistico che il parco conosce. La fine di questa prima stagione di ricerca nella regione necessita di uno spazio in cui si racconti e si apra alle comunità della zona. Il Parco dei Monti Aurunci organizzerà presto un evento per la condivisione dei risultati preliminari delle ricerche".

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