Attualità

Scuola, gli studenti delle superiori rientrano in classe. Le 10 azioni della Regione per un ritorno in sicurezza

Ad illustrare gli interventi l’assessore Di Berardino che alla vigilia del ritorno a scuola in presenza anche per le superiori ha rivolto i suoi auguri ai ragazzi

Tornano a scuola in presenza gli studenti delle superiori della provincia di Latina e del Lazio. Lunedì 18 gennaio, dopo quasi 3 mesi, anche i ragazzi pontini rientrano in classe: didattica in presenza per il 50% degli alunni, fino al 75% con una ripresa che ha ottenuto il parere positivo anche del Comitato tecnico scientifico.

E alla vigilia del ritorno a scuola l’assessore l’assessore al Lavoro, Scuola e Formazione della Regione Claudio Di Berardino ha voluto rivolgere il suo augurio agli studenti di tutto il Lazio. “Agli oltre 500 mila studentesse e studenti delle scuole elementari e medie che quest’anno hanno sempre svolto lezioni in presenza, auguro una buona continuità di anno scolastico. Un augurio di buon rientro, invece - ha detto -, desidero rivolgerlo alle ragazze e ragazzi delle scuole superiori che nel Lazio sono oltre 250 mila e che da domani, 18 gennaio, riprenderanno in parte a andare a scuola, alternando le lezioni in presenza a quelle a distanza”.

“Tornare alla didattica in presenza è certamente importante poiché consente il recupero della socialità e delle relazioni così sacrificate in questi ultimi mesi, significa sostenere meglio gli studenti più in difficoltà” ha poi aggiunto l’assessore Di Berardino che non dimentica le difficoltà. “È naturale che in questi giorni i genitori, gli studenti e gli insegnanti siano preoccupati per l’eventuale possibilità di contagio. E è per questo che è importante che indicazioni sui corretti comportamenti da tenere dentro le scuole siano rispettate in pieno: distanziamento di un metro tra gli studenti e di due metri tra gli studenti e docenti; igiene delle mani e delle superfici; areazione degli ambienti. Certamente rimane l’uso obbligatorio della mascherina anche quando si è seduti al banco con l’eccezione degli studenti con disabilità (e dei bambini dell’infanzia). È necessario continuare, con piccoli sacrifici, a evitare i contagi e a proteggere sé stessi e gli altri”.

“L’impegno della Regione Lazio rimane quello di contribuire a rimettere al centro della discussione sullo sviluppo della nostra regione e del nostro paese il tema della scuola - ha poi concluso -, dei saperi, della formazione e delle competenze, per far ripartire l’ascensore sociale ma anche per dare un impulso decisivo all’innovazione del sistema economico, produttivo, amministrativo e sociale nel rispetto della sostenibilità e dei diritti. La scuola deve essere motore del cambiamento: per questo è necessario occuparsene e parlarne sempre anche dopo l’emergenza in corso senza abbandonare la modalità della concertazione con tutti i soggetti coinvolti fino a realizzare un patto per la scuola del futuro senza perdere di vista il presente e rafforzare il contrasto alla vecchia e nuova dispersione scolastica”.

Le 10 azioni della Regione per un rientro a scuola in sicurezza illustrate dall'assessore Di Berardino:

1. Ingresso a scuola con una percentuale in presenza che va dal 50% al 75% in base alle decisioni prese in autonomia da ogni singola istituzione scolastica, valorizzando in tal modo la partecipazione dei dirigenti scolastici, dei docenti, delle rappresentanze delle famiglie e degli studenti che nell’ambito delle funzioni del consiglio di istituto sono chiamati a scegliere.
2. È stata potenziata la rete di trasporto regionale a partire dall’aumento delle corse cotral all’uso degli autobus privati per rafforzare ulteriormente il servizio a favore degli studenti.
3. È stato fatto un importante lavoro da parte di tutte le Prefetture del Lazio che hanno coinvolto la Regione, l’ufficio scolastico regionale, i comuni, le aziende di trasporto per conciliare le esigenze del mondo della scuola, il distanziamento sociale e il servizi di trasporto. Inoltre dalle Prefetture è stato garantita un’opportuna azione di vigilanza per evitare assembramenti.
4. Sono state introdotte due fasce orarie di entrata a scuola, alle ore 8:00 e alle 10:00 così da favorire il corretto e necessario distanziamento.
5. È stata data la possibilità alle singole istituzioni scolastiche di ridurre l’orario delle lezioni da 60 a 50 minuti soprattutto per andare incontro alle esigenze dei ragazzi senza che questo comprometta il programma scolastico, contando sulla capacità organizzativa delle scuole e sulla professionalità del corpo docente.
6. La Regione Lazio ha organizzato nei drive-in un accesso dedicato ai ragazzi delle scuole superiori e ai docenti. I primi possono fare i test senza certificato medico, mentre i secondi con certificato medico possono effettuare i tamponi gratuitamente. Inoltre continua a esserci un lavoro e uno stretto rapporto delle singole Asl con tutte le scuole.
7. Come Regione stiamo lavorando per definire un’indicazione da rivolgere opportunamente alle amministrazioni comunali affinché possano rimodulare e/o riorganizzare gli orari di apertura delle diverse attività produttive e servizi, facendo salva la contrattazione con le organizzazioni sindacali e ovviamente indicando orari diversi dalle ore  8:00 e dalle ore 10:00 che come sopra specificato sono orari dedicati all’ingresso delle scuole contribuendo anche in questo modo a ridurre assembramenti.
8. La Regione Lazio ha pubblicato un secondo Bando rivolto alle scuole – e tramite queste ai ragazzi – con un finanziamento di 3,5 milioni di euro per potenziare la connettività e in particolare software, hardware e abbonamenti internet per permettere a tutti di seguire le lezioni a distanza.
9. Una volta che la singola istituzione scolastica ha dottato la scelta sulla percentuale di ingresso a scuola (minimo 50%, massimo 75% come da DPCM), si è convenuto che alle ore 8:00 entra in classe il 60% dei ragazzi e alle ore 10:00 entra il restante 40%.
10. La Regione Lazio, congiuntamente all’Ufficio scolastico regionale, continuerà a promuovere incontri periodici con le organizzazioni dei sindaci, dei presidi e tutte le altre associazioni del mondo della scuola rappresentative dei genitori, degli studenti e docenti ma anche con l’Upi ai fini di monitorare l’andamento dei contagi nei prossimi giorni, così da valutare insieme la necessità di adottare modifiche o rimodulazioni  delle scelte compiute con l’obiettivo di favorire e migliorare il servizio a favore degli studenti e della scuola.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola, gli studenti delle superiori rientrano in classe. Le 10 azioni della Regione per un ritorno in sicurezza

LatinaToday è in caricamento