Venerdì, 19 Luglio 2024
La vertenza / Terracina

Caso bagnini, il racconto: "Paghe al ribasso, contratti 'aggiustati', elemosiniamo 50 euro"

Sul territorio la vertenza seguita dalla Uiltucs. Più critica la situazione a Terracina, già denunciata dal sindacato

Ha 60 anni e da 21, da giugno a settembre, svolge l'attività di assistente bagnante sulle spiagge che vanno da Terracina a Sperlonga. Le condizioni di lavoro di Andrea, nome di fantasia che racconta la sua storia all'Adnkronos/ Labitalia, sono sempre le stesse: sfruttamento, paghe al ribasso, contratti non rispettati. E del Tfr neanche l'ombra.

"A gestire tutto sono ogni anno gli stessi soggetti che cambiano soltanto nome alle società - dice il bagnino, assistito nella sua battaglia sindacale dalla Uiltucs di Latina - Adesso mi sono stancato e ho deciso di denunciare, vediamo se porta a qualcosa. Il contratto non lo vediamo mai, c'è un accordo sulla paga ma non corrisponde mai al mio livello come qualifica. Le buste paga vengono 'aggiustate' per far uscire quello che è stato pattuito: 850 euro al mese per 5 ore di lavoro al giorno, ogni giorno. Mentre la busta paga di un assistente bagnante si dovrebbe aggirare intorno ai 1.150-1.200 euro. Ora mi sono stancato - aggiunge - Elemosinare 50, 100 euro non mi va più. Il rammarico è che la cooperativa gestisce circa 80- 100 assistenti bagnanti degli stabilimenti balneari tra Terracina e Sperlonga. Si lamentano tutti, ma nessuno fa niente".

La situazione però è molto comune a quella di altre località costiere del Paese. E alle buste paga sempre più leggere rispetto a uno stipendio base netto di 1.200 euro, che poi dovrebbe salire a seconda dell'inquadramento, fa da contraltare la mancanza di almeno il 10% dei bagnini che sarebbero necessarie per garantire la sicurezza sulle spiagge italiane. 

Sul territorio pontino la vertenza è da tempo seguita dalla Uiltucs, che denuncia paghe orarie al ribasso, contratti non rispettati e altre anomalie. "Siamo stati anche convocati dall'Inps - spiega il segretario provinciale Gianfranco Cartisano - e abbiamo da giorni inviato a tutti i Comuni costieri richieste di incontro proprio per limitare il danno che inevitabilmente ricadrà sui bagnini. Vogliamo che i bandi di gara e gli affidamenti tengano costo del costo orario previsto dal contratto nazionale. Con alcuni Comuni il confronto è già in fase avanzata". Secondo la Uiltucs è a Terracina che si registrano le maggiori anomalie: "I soggetti che contrattualizzano i lavoratori sono sempre gli stessi, da anni cambiano ragione sociale e denominazione aziendale - racconta Cartisano - ma i bagnini a fine stagione devono sempre inseguire pezzi di salario mancante".

Pere Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, ascoltato dal'Adnokronos, spiega però che la situazione di Latina, così come quella della costa dell'Abruzzo, non è così diffusa sul piano nazionale e rivendica la correttezza degli esercenti degli stabilimenti: "Oggi in Italia c'è carenza di questa mansione e gli organici si fanno, ma con grandi difficoltà, con dei numeri troppo limitati".

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