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Venerdì, 20 Maggio 2022
L'iniziativa

Latina raccoglie l’appello di papa Francesco, veglia di preghiera per la pace in Ucraina

L’appuntamento giovedì 3 marzo nella cattedrale San Marco; altri incontri comunitari poi sono stati organizzati per il mercoledì delle Ceneri nelle parrocchie pontine

Una veglia di preghiera per la pace in Ucraina devastata dagli effetti efferati della guerra in cui è piombata ormai da una settimana dopo l’attacco da parte della Russia nella notte tra il 23 e 24 febbraio.

Sulla scia di quanto ha chiesto papa Francesco, la diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno offre un ulteriore momento di preghiera per invocare il dono della pace in Ucraina; l’appuntamento è per giovedì 3 marzo alle 20.30 presso la cattedrale San Marco con la veglia di preghiera presieduta dal vescovo Mariano e organizzata dalla Consulta diocesana per le Aggregazioni laicali.

Come ha spiegato don Massimo Capitani, delegato episcopale per le Aggregazioni laicali, “siamo tutti invitati a partecipare e mai come in questo momento a far nostre le parole di p?apa Francesco: La preghiera è proprio la radice della pace. La pace è sempre possibile e la nostra preghiera è alla radice della pace. La preghiera fa germogliare la pace”.

Nel frattempo, su indicazione del vescovo Crociata, nelle parrocchie pontine per il mercoledì delle Ceneri – giornata di digiuno e preghiera - sono stati organizzati incontri comunitari specifici per la pace in Ucraina. “Unire gesti penitenziali e implorazione orante è la risposta dei credenti al dramma in corso – ha spiegato Crociata in una nota ai parroci -, che possono vivere così in piena sintonia con lo spirito quaresimale questo tempo speciale reso drammatico dalle notizie di un ritorno della guerra in territorio europeo e aspirano al recupero di una pace giusta e duratura”.

Infine, la Caritas diocesana è in fase di organizzazione delle attività di supporto materiale alla popolazione colpita dalla guerra, secondo le indicazioni provenienti dalla Caritas italiana, che a sua volta si sta raccordando con le Caritas ucraine e dei Paesi confinanti che stanno offrendo il primo aiuto agli sfollati.

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