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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Cisterna di Latina / Via Giovani Vittime della Strada

Cisterna, il mega murales con i volti dei giovani vittime della strada

Inaugurato il murales realizzato in due anni di lavoro dagli "Hawana Family Crew". L'opera "167 modi di dire colore" nel quartiere San Valentino. Un progetto nato grazie all'Associazione Il Ponte Onlus e finanziato dal Comune

E’ stato inaugurato a Cisterna il mega murales con i volti dei giovani vittime della strada. Un’opera dal titolo “167 modi di dire colore” realizzata in Via Giovani Vittime della Strada, nel Quartier San Valentino.

E l’opera è la bella conclusione di un progetto nato grazie all’Associazione Il Ponte Onlus, presieduta da Nadia Biscossi, e finanziato dal Comune di Cisterna di Latina e che ha visto circa due anni di lavoro per portare a termine un murales artistico esteso 700 mq realizzato in uno degli ingressi della “167”, ovvero l’area residenziale poi denominata Quartiere San Valentino, dove da qualche anno è stato recuperato e reso accessibile alla circolazione un ponte per anni in stato di abbandono.

Dopo il restauro e la bonifica dell’area, la struttura è stata riportata “in vita” grazie ai colori e alla fantasia del gruppo artistico Hawana Family Crew presente ieri all’inaugurazione insieme all’associazione, ai ragazzi del Centro d’Ascolto, al sindaco Eleonora Della Penna, al vicesindaco Marco Muzzupappa e ai molti abitanti del quartiere.

Una cerimonia in stile “Hawana” quella di ieri pomeriggio, durante la quale i presenti hanno “imbrattato di emozioni” parte della parete del ponte, dando vita ad una festa di colori.

“Sentimenti, storia del quartiere e la natura prendono forma e spazio portando via il grigiore del cemento. Gli autori, Wame, Seok, Remov e Pauraz, all’anagrafe Morris e Mirko Modena, Luca Pepe e Federico Iona, studenti impegnati anche nel sociale, durante il loro tempo libero hanno provveduto al taglio dell’erba, all’estirpazione dei rovi e a tutta la pulizia necessaria per la sistemazione delle mura. Sul ponte dismesso - si legge in una nota dell’amministrazione - sono raffigurati i volti di molti giovani morti prematuramente, un arcobaleno li congiunge all’altro lato della strada dove regna sovrana la natura incontaminata - il paradiso descritto dagli artisti”.

Con il Centro d’Ascolto, l’associazione Il Ponte da anni lavora quotidianamente nel quartiere affinché i giovani, attraverso l’arte, la musica, il gioco e numerose attività e progetti di ampio raggio sociale e culturale, riescano a trovare consapevolmente la propria strada, a conoscere sé stessi e la bellezza del mondo che a volte sfugge o sembra non esistere.

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“È un modo per intendere ed indicare come viene visto e vissuto il quartiere. Un quartiere che vive una realtà popolare delicata e precaria. Negli anni il nostro quartiere è diventato da piccolo centro popolare un punto di riferimento per attività all'aria aperta e iniziative varie per il continuo aumento della popolazione. Oggi ci si può ritenere fortunati poiché tante cose sono nate nel quartiere dando la possibilità a noi ragazzi di poter sviare le strade della delinquenza e di proiettare noi stessi su un muro esprimendo ora un disagio, ora una gioia. Sempre, comunque, attraverso l'uso del colore esprimiamo il nostro sentire il mondo, imparando dai fratelli e amici più grandi di noi a rispettare nel senso assoluto del termine. Ci auguriamo che iniziative del genere diventino sempre più frequenti dando la possibilità di poter creare un momento di decoro e condivisione anche con gli amici e i fratelli che non ci sono più e ci stanno guardando” commenta Morris Modena, in arte Wame, uno degli artisti della Hawana Family Crew che hanno creato l’opera di decoro urbano.

“Giovani come Morris, Luca, Mirko e Federico sono oggi per tanti ragazzi del loro quartiere un esempio, una guida: non dei “vandali” con la bomboletta in mano, ma veri e propri artisti - commenta il sindaco Della Penna. Noi tutti speriamo fortemente che realizzino i loro sogni, portino a compimento tutti gli obiettivi che si prefissano, per portare alto non solo il nome di Cisterna, ma quello del Quartiere”.

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