Pontina, abbassare il limite a 70Km/h? Simeone: “Una follia”. Interrogazione alla Regione

L'intervento del consigliere regionale di Forza Italia: "Se la notizia fosse fondata la scelta coerente sarebbe quella di chiudere la 148 dal momento che la strada sarebbe letteralmente inutile. I cittadini per arrivare a Roma farebbero prima a piedi"

“L’ipotesi di abbassare il limite di velocità a 70 km/h e a 50 km/h sulla Pontina è pura follia”. Queste le parole del consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, che non si dice favorevole rispetto all’ipotesi circolata in questi giorni. 

Per questo Simeone ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione Zingaretti. 

“Per colmare il vuoto lasciato dalla assenza di manutenzione sulla 148 Pontina, l’Astral - scrive il consigliere regionale in una nota - avrebbe ipotizzato di ridurre il limite di velocità portandolo a 70 km/h nel tratto che va da Latina a Pomezia e a 50 km/h fino a Roma. Una decisione che renderebbe questa strada, l’unica che collega la provincia di Latina alla Capitale, praticamente inutilizzabile”.

Per capire se tale notizia trovi fondamento Simeone ha presentato un’interrogazione urgente al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, e all’assessore alle infrastrutture, Fabio Refrigeri, per sapere, “previa comunicazione sullo stato del processo di riordino delle funzione inerente la viabilità, se corrisponda al vero che l’Astral sarebbe intenzionata a portare il limite di velocità sulla S.R. 148 Pontina a 70 km/h da Latina a Pomezia e a 50 km/h fino a Roma con conseguente opportunità di chiudere al transito la SR 148 Pontinia dal momento che la riduzione del limite di velocità renderebbe tale strada oltremodo pericolosa nonché inutile dal momento che si dilaterebbero ulteriormente i già intollerabili tempi di percorrenza”. 

“La Pontina - prosegue l’esponente alla Pisana - è considerata la strada più pericolosa del Lazio e la seconda in Europa per numero di incidenti mortali con una media di 2,57 incidenti per chilometro che sono conseguenza anche dello stato di degrado, della totale assenza di illuminazione, della mancanza di adeguata segnaletica, in cui questa strada versa ormai da decenni. La Regione per colmare questo abisso non sta facendo nulla. Non ha trasferito le risorse necessarie alle Province negli anni passati per effettuare la manutenzione ordinaria della rete stradale. 

E la situazione è peggiorata ulteriormente dal primo gennaio 2016 data a partire dalla quale la Regione, in base a quanto previsto dall’articolo 7 della legge regionale 17/2015, ha avocato a sé la competenza sulla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete viaria regionale senza però assumersi alcuna responsabilità in merito. Il risultato è che ad oggi sono ancora le Province, con risorse proprie, a far fronte per spirito di responsabilità a piccoli interventi di manutenzione in somma urgenza. Lavori che comunque non risolvono la gravissima emergenza, soprattutto sul piano della sicurezza, in atto. Il risultato è che gli incidenti sulla Pontina sono all’ordine del giorno, non ultimo quello che giovedì scorso ha visto coinvolte quattro auto ed ha mandato in tilt il traffico per ore”. 

“È evidente che l’ulteriore riduzione del limite di velocità rappresenta un escamotage dell’Astral e della Regione Lazio, di fuggire le proprie responsabilità in materia di manutenzione della rete stradale regionale ed in particolare della S.R. 148 Pontina. E’ inaccettabile far pagare ai cittadini i ritardi della Regione e le inadempienze dell’Astral con una scelta che creerebbe un ulteriore irreparabile danno ai pendolari che con i limiti di velocità attuali già impiegano tempi irragionevoli per percorrere circa 70km. Se la notizia fosse fondata - conclude Simeone - la scelta coerente sarebbe quella di chiudere la 148 Pontinia dal momento che la strada sarebbe letteralmente inutile e i cittadini per arrivare a Roma farebbero prima ad andare a piedi”.

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