Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Sel: "Acqua bene comune? Non in provincia di Latina"

L'allarme del Circolo Sel "A. Gramsci" Minturno: "Votato nei giorni scorsi un nuovo rincaro delle tariffe che di fatto raggira il risultato referendario

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

"Alcuni giorni fa, i sindaci dell'ATO4, compreso il nostro primo cittadino Paolo Graziano, hanno votato un nuovo rincaro delle tariffe che di fatto raggira il risultato referendario e consente ad Acqualatina di far lievitare ulteriormente le nostre bollette. Approvando infatti la proposta tariffaria per gli anni 2012 e 2013, secondo il nuovo metodo messo a punto dall'Aeeg (Autorità Energia Elettrica e Gas), si realizza un ulteriore aumento retroattivo del 4,2% sulle tariffe 2012 e del 2% su quelle del 2013.

Questi aumenti vanno a sommarsi a quelli del 2012 già maggiorati dell'7,8% rispetto al 2011, ed a quelli del 2013 già rincarati dell'8 % rispetto al 2012. Come riportato dal Comitato cittadino Acqua Pubblica Aprilia, i ricavi garantiti per il gestore, rispetto all'ultimo piano tariffario approvato l'11/11/2011 sono aumentati passando rispettivamente da €82.261.000 a 86.111.438 per il 2012 e da 83.204.000 a 90.951.805 per il 2013.

Ancora una volta, anno dopo anno, si chiede ai cittadini di pagare bollette più care a fronte di nessun miglioramento del servizio. Ci chiediamo come sia possibile continuare a tollerare questo stato di cose senza intervenire sulle responsabilità chiaramente politiche che stanno alla base della mala gestione dei servizi idrici in provincia di Latina. Come è possibile, continuare ad anteporre interessi privati alla qualità di un servizio essenziale per la vita dei cittadini?

L'acqua è un bene primario ed inalienabile, il bene comune per eccellenza, e come ribadito da 27 milioni di Sì al referendum, non deve essere soggetto a logiche di mercato, né aggiungiamo di calcolo politico. Se infatti i nostri rappresentanti avessero tenuto conto della volontà popolare, avrebbero potuto realizzare una riduzione tariffaria del 6,2% per il 2012 e dell'8,8% per il 2013. Questo invece non è accaduto, dimostrando come le commistioni politico-clientelari nel sud pontino siano più forti dei diritti inalienabili dei cittadini".

Così in una nota il Circolo Sel "A. Gramsci" Minturno, via Appia 220 Scauri

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